Clientelismo e Corruzione – Stessi risultati per diversi fenomeni sociali

Sentiamo spesso parlare di corruzione, di lotta alla corruzione e di come questo fenomeno dilaghi nel nostro paese che risultava uno dei fanalini di coda in UE nell’ultimo rapporto di Transparency.
Meno spesso sentiamo parlare di un fenomeno diverso che eppure è ancor più radicato nel nostro paese e che affonda le sue radici nell’Antica Roma e in un fenomeno che ai tempi prendeva il nome di Salutatio Matutina, un fenomeno vivo ancora oggi, difficile da riconoscere ed ancora più difficile da separare da quelli che possono essere reali suggerimenti in ambito lavorativo e sociale.

I clientes

L’istituto della clientela assunse una dimensione sociale notevole già ai tempi dell’età imperiale romana. All’epoca l’importanza di un potente (patronus) veniva commisurata in base al numero di clientes che egli possedeva come seguito e a cui faceva favori, o donazioni, in cambio di altri favori o commissioni che il clientes faceva per conto del patronus stesso.

Durante il periodo di Traiano la pratica era talmente diffusa che fu stabilita una tariffa (chiamata sportularia), e il tutto si svolgeva con un preciso rituale chiamato Salutatio Matutina in cui il patronus veniva svegliato dai suoi clientes e si adoperava ad ascoltare le loro richieste e risolvere i loro problemi.

Ai giorni nostri

Perché il clientelismo si infiltra nei governi?

Appare facile pensare che in una democrazia rappresentativa il fenomeno appaia simile a quello dell’Antica Roma: l’importanza di un personaggio politico si misura in base al numero di voti che riceve, ai suoi sostenitori, ed è anche chiaro che l’eletto deve rispondere all’elettorato in modo simile a quello usato dal patronus con i clientes, ma quando questo fenomeno prende realmente piede? E soprattutto quando genera reali danni al sistema e ai governi?

Il clientelismo percepito è reale?

Nel settore pubblico, come nel settore privato, è normalissimo che un singolo dirigente si circondi dei subordinati che egli stesso ritiene più adatti ai diversi ruoli a cui vengono assegnati. Questo ha sempre reso complesso distinguere il clientelismo da una semplice rete di contatti, ma la pratica, fino a qualche tempo fa, era comune e aveva generato danni percepibili come riduzione della concorrenza di mercato nei confronti di alcune aziende apparentemente favorite dai governi territoriali, appalti gonfiati, riduzione dell’attività produttiva e scarsa qualità delle opere pubbliche.

Trasparenza per combattere il fenomeno

Oggi diversi governi democratici prevedono forme di trasparenza amministrativa per combattere i fenomeni di corruzione e clientelismo, ma anche in questo casi non è facile comprendere e combattere adeguatamente il fenomeno e demarcare le giuste linee.
Un eccesso di regolamenti ad esempio potrebbe finire per causare immobilismo o addirittura causare il fenomeno inverso: una persona competente potrebbe trovarsi esclusa solo per evitare possibili accuse di clientelismo. Mentre una scarsità di controllo potrebbe creare un habitat favorevole a dinamiche clientelari, che verrebbero viste come una normale procedura, finendo per dilagare.
Perché del resto il clientelismo usa sempre mezzi leciti e consensuali e questo lo rende un male decisamente insidioso.

Conclusioni

Al momento può sembrare impossibile contrastare il fenomeno, tanto che gli studiosi tendono a vedere il clientelismo come la regola non scritta di tutti i sistemi politici, ma in un epoca come la nostra educando le nuove generazioni alla trasparenza ed alla meritocrazia forse si riuscirà a cambiare una tendenza millenaria.

Andreas Anderson

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