Il codice deontologico dei medici

Leggendo i giornali e le segnalazioni che ci mandate via mail capita d’imbattersi in articoli che ci raccontano di come questo  o quel medico siano stati sospesi o allontanati dall’ordine per colpa di qualcosa di sbagliato che hanno fatto. In certi casi purtroppo l’allontanamento dall’ordine e la revoca della licenza a esercitare arrivano dopo che i danni fatti sono immensi e irrimediabili, come nel caso della povera malata di tumore curata con i rimedi omeopatici della Nuova Medicina Germanica e oggi morta.

Io ho due genitori che hanno superato i settant’anni, sono in gamba, e finora si sono tenuti sempre in ottima forma, ma sono persone che si sono abituate a fidarsi dei medici; cosa succederebbe se domani il medico ordinasse rimedi inutili al mio papà per curare qualcosa di grave? Lui che è laureato in chimica e ritiene l’omeopatia fuffa forse capirebbe che è venuto il momento di cambiare dottore, ma ci sono tanti (tantissimi, se partiamo dal solito dato del 47% di analfabeti funzionali) che invece si fiderebbero, a magari cercherebbero di curare una broncopolmonite con acqua e zucchero, o un tumore con pensieri positivi. Questo mi spaventa, non poco.

C’è una cosa che mi ha sempre incuriosito: quali sono le condizioni necessarie perché un medico venga, se non radiato definitivamente, perlomeno sospeso dalla pratica medica fino a termine di un processo? E la curiosità è quanto mai attuale, visto che la regina della fuffa medica, la Dottoressa Gabriella Mereu, è stata da poco protagonista di un bellissimo (come la tv italiana ne sa fare pochi ) servizio della Tv Svizzera, durante la trasmissione Patti Chiari.

Il motivo del servizio è che la cara dottoressa, visti i precedenti con la Sanità italiana, sta tentando di spostare il suo ambulatorio in territorio elvetico, così da poter continuare a praticare. Come dimostra il video la signora sa bene che non può esercitare in Svizzera, e propone ai potenziali pazienti di vederli in un bar o a casa di amici, così da evitare il rischio di venire denunciata per pratica abusiva della professione. Il servizio si spera che convinca la sanità svizzera a non accettare l’iscrizione all’ordine, ma sarebbe molto più importante sveltire la pratica in Italia, dove purtroppo la signora è ancora abilitata a praticare dopo essere stata sospesa una prima volta l’anno scorso, poiché purtroppo il provvedimento è stato annullato dopo che la dottoressa della terapia verbale ha fatto ricorso al TAR. Finché la lenta burocrazia italiana non si muove la cara signora è libera di esercitare sul nostro territorio perché l’Ordine, in primis, tutela i medici iscritti, dunque permette di praticare finché non viene dichiarata la colpevolezza del dottore in tutti i gradi di giudizio.

iononpossoesercitare

La dottoressa conosce bene i suoi limiti, ma se ne infischia e visita la Svizzera, dove ha già preso un locale che potrà servire da ambulatorio, anche se per ora si tratta solo della sede di un’attività dedicata alla divulgazione della sua terapia verbale e i suoi insegnamenti di medicina olistica.

Questa donna, quando ha terminato il suo corso di studi in medicina generale, ha dovuto fare un giuramento, che forse non tutti hanno ben presente:

Consapevole dell’importanza e della solennità dell’atto che compio e dell’impegno che assumo, giuro:

  • di esercitare la medicina in autonomia di giudizio e responsabilità di comportamento contrastando ogni indebito condizionamento che limiti la libertà e l’indipendenza della professione;

  • di perseguire la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica, il trattamento del dolore e il sollievo dalla sofferenza nel rispetto della dignità e libertà della persona cui con costante impegno scientifico, culturale e sociale ispirerò ogni mio atto professionale;

  • di curare ogni paziente con scrupolo e impegno, senza discriminazione alcuna, promuovendo l’eliminazione di ogni forma di diseguaglianza nella tutela della salute;

  • di non compiere mai atti finalizzati a provocare la morte;

  • di non intraprendere né insistere in procedure diagnostiche e interventi terapeutici clinicamente inappropriati ed eticamente non proporzionati, senza mai abbandonare la cura del malato;

  • di perseguire con la persona assistita una relazione di cura fondata sulla fiducia e sul rispetto dei valori e dei diritti di ciascuno e su un’informazione, preliminare al consenso, comprensibile e completa;

  •  di attenermi ai principi morali di umanità e solidarietà nonché a quelli civili di rispetto dell’autonomia della persona;

  • di mettere le mie conoscenze a disposizione del progresso della medicina, fondato sul rigore etico e scientifico della ricerca, i cui fini sono la tutela della salute e della vita;

  • di affidare la mia reputazione professionale alle mie competenze e al rispetto delle regole deontologiche e di evitare, anche al di fuori dell’esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il decoro e la dignità della professione;

  •  di ispirare la soluzione di ogni divergenza di opinioni al reciproco rispetto;

  • di prestare soccorso nei casi d’urgenza e di mettermi a disposizione dell’Autorità competente, in caso di pubblica calamità;

  • di rispettare il segreto professionale e di tutelare la riservatezza su tutto ciò che mi è confidato, che osservo o che ho osservato,inteso o intuito nella mia professione o in ragione del mio stato o ufficio;

  • di prestare, in scienza e coscienza, la mia opera, con diligenza, perizia e prudenza e secondo equità, osservando le norme deontologiche che regolano l’esercizio della professione.

Le parti in grassetto le ho evidenziate io, e sono tutti i punti a cui (nella mia modesta opinione) la cara dottoressa è venuta meno, e con lei tanti dei medici che nel corso di questi tre anni sono stati denunciati dalle pagine di Butac. E allora come mai sono ancora liberi di praticare la medicina? Onestamente l’unica risposta che sono capace di darvi è che in Italia la burocrazia e la legge rallentano così tanto i processi da dimenticarsi il perché erano stati iniziati.

Oltre al giuramento i medici hanno un codice deontologico da seguire, un codice che a mio parere dovrebbe venire applicato alla lettera, e chiunque non vi si attenga andrebbe rimosso dall’ordine d’ufficio e riammesso solo ed unicamente se fosse in grado di provare la propria estraneità ai fatti. Purtroppo non funziona così. Il codice lo trovate per intero qui, ma voglio evidenziarvi qualche articolo dello stesso:

Art. 6 
- Qualità professionale e gestionale –

Il medico fonda l’esercizio delle proprie competenze tecnico-professionali sui principi di efficacia e di appropriatezza, aggiornandoli alle conoscenze scientifiche disponibili e mediante una revisione e verifica dei propri atti.

Art. 13

Infatti riguardo alla dottoressa in questione, quando ad aprile 2015 facevo per l’ennesima volta presente all’ordine dei medici di Cagliari che fosse perlomeno da sospendere, ed evidenziavo quanto fossi allibito perché niente era ancora stato fatto in merito, mi venne cordialmente risposto così:

In base a cosa Lei sostiene che “nulla si sia fatto” in merito alle pratiche della dr.ssa Mereu?

Le sarei grato se Lei volesse darmi risposta in tal senso.

Distinti saluti

Presidente Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Cagliari

Io una risposta al Presidente l’ho data:

Gentile Dottore,

Ormai conosco bene la pratica burocratica per allontanare un medico dall’albo (non è la prima volta che faccio una segnalazione, non sarà l’ultima), so che non è cosa veloce e leggera. Ma lei capisca la frustrazione di aver visto il numero dei “fan” e pazienti della stessa dottoressa lievitare in maniera impressionante subito dopo la trasmissione in TV. So, dalle vostre parole, che oltre alla mia segnalazione ce ne sono state altre precedenti, mi fu detto quando chiamai e mi fu ripetuto per e-mail. Mentre il vostro comunicato stampa sembra far partire il procedimento disciplinare SOLO dalla sua messa in onda a Le Iene:

“Appreso del servizio andato in onda ieri sera a Le Iene, nel quale l’inviata Nadia Toffa filmava l’operato della dottoressa Mereu, che diagnostica e cura patologie, anche gravi, con pendoli, medagliette e proverbi popolari, la Fnomceo ha contattato l’Ordine di Cagliari, al quale la Mereu risulta iscritta.
“Il consiglio dell’Ordine ha già deliberato l’apertura di un procedimento disciplinare nei confronti di Gabriella Mereu – fa sapere il presidente dell’Ordine, Raimondo Ibba -. Il fatto che la dottoressa abbia trasferito in Svizzera la sua residenza allungherà purtroppo i tempi dell’iter ma il procedimento ormai è avviato”.

Quando mi sarei aspettato di leggere che conoscevate già l’operato della Dottoressa e il procedimento disciplinare era già partito da tempo nei suoi confronti. A questo le aggiungo che tristemente il sito dell’ordine dei medici non è uno dei più letti, sarebbe bene diffondere la cosa anche sugli organi di stampa. Esattamente come ha fatto la dottoressa. È dai media che la gente apprende della sua esistenza, è dai media che la gente deve sapere che tipo di “dottoressa” abbiamo di fronte.

Immagino sia già a conoscenza del suo sito: http://terapiaverbale.jimdo.com/calendario/

Qui può trovare dove e quando la dottoressa sarà in Italia (tra cui proprio a Cagliari tra l’1 e il 3 maggio) a visitare pazienti e fare conferenze. Qui https://vimeo.com/124038531, se non l’ha già vista, trova la risposta al video de le Iene fatta dalla Dottoressa Mereu, dove punta il dito contro la medicina ufficiale (voi) che amputano, avvelenano i suoi pazienti, che lei invece cura. Ripete la storia de “l’epilettico è un esibizionista” che si cura con la “terapia verbale”. A me vengono i brividi,

Distinti saluti

Michelangelo Coltelli

Questa mia replica non ha mai avuto risposta, probabilmente perché non la meritavo: mettevo in dubbio l’operato dell’Ordine, dannato rompiscatole che non sono altro. Ma da allora è passato un anno preciso, la mail è del 27 aprile 2015, mentre scrivo è il 27 aprile 2016 e la situazione ancora non è cambiata di una virgola.

Se vado sulla pagina del FNOMCEO posso notare che la signora è ancora iscritta, che l’ultima modifica fatta alla sua pagina risale a marzo 2016, data in cui forse ha aperto il ricorso al TAR, non mi è dato saperlo.

mereufnomeceo

Voi capite che il cittadino che vuole verificare la serietà del professionista a cui si sta rivolgendo e che si trova di fronte una paginetta che ne attesta l’iscrizione all’ordine si fida? Sia chiaro, io non metto in dubbio che si stiano seguendo gli iter burocratici italiani, anche se il comunicato che riportavo nella lettera all’Ordine dei medici di Cagliari mi fa ipotizzare che la macchina burocratica si sia mossa solo dopo la trasmissione delle Iene dell’anno scorso, quando invece le segnalazioni all’ordine arrivavano da ben prima.

È mai possibile che nel nostro paese, se si vuole arrivare in fondo alle questioni, ci si debba rivolgere sempre e solo alla tv, oltretutto a trasmissioni che non sono di vero giornalismo, ma solo d’infotainment? Trasmissioni che così facendo guadagnano la fiducia del pubblico, il quale a quel punto le prende per buone (sempre) anche quando invece i servizi sono lacunosi o di parte, perdendo invece fiducia nelle istituzioni che dovrebbero occuparsene.

Io non credo sia necessario aggiungere altro, anche perché la tv svizzera ha fatto davvero un ottimo servizio, come sull’argomento avevano fatto anche Le Iene sia l’anno scorso che quest’anno.

sssshhhhhh

maicolengel at butac.it

2 Comments
  1. Roberto Luraghi 2 anni ago

    Per avere l’abilitazione al “libero esercizio” della professione medica in Svizzera bisogna presentare il “Good Standing” che viene rilasciato dal Ministero della Salute in assenza di procedimenti disciplinari pendenti o pregressi.

  2. Roberto Luraghi 2 anni ago

    Per l’esercizio della pratica di “guaritore” (si in Svizzera di può …) non sono richieste pratiche se non una comunicazione al Cantone … ma poi non si possono chiedere onorari sllo offerte spontanee …

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