La leggenda del backmasking

Che cos’è il backmasking? È un termine con il quale si definisce la tecnica dell’ascoltare una canzone riprodotta al contrario e udire qualcosa che somiglia ad una frase di senso compiuto, una sorta di messaggio nascosto. Tutto questo ha portato molte band musicali famose ad essere accusate di complottismo o addirittura di satanismo. Ma andiamo con ordine.

Quando nel 1877 Thomas Edison inventò la fonografia, scoprì che i cilindri rotanti su cui era possibile fare le registrazioni sonore potevano essere girati al contrario. A tal proposito, Edison disse: “The song is still melodious in many cases, and some of the strains are sweet and novel, but altogether different from the song reproduced in the right way”. Fin qui nulla di strano.

Passiamo ora agli anni ’60. Durante la produzione dell’album dei Beatles Revolver, del 1966, un John Lennon sotto l’effetto di marijuana ha accidentalmente fatto partire al contrario la registrazione demo della canzone Rain e ascoltarla così gli è piaciuto molto. E così, i Beatles decisero di inserire nelle loro canzoni alcuni assoli di chitarra e registrazioni vocali al contrario: nella stessa Rain, ad esempio, se la ascoltiamo al contrario possiamo udire la frase “Sunshine … Rain … When the rain comes, they run and hide their heads”, che è il primo verso della canzone se ascoltata al dritto.

Ma il dramma arriva qui. Alcune persone, infatti, ascoltando al contrario alcune canzoni degli stessi Beatles sostengono di avere scoperto dei “messaggi” che appoggerebbero la teoria del complotto chiamata “Paul is Dead”, che sostiene che Paul McCartney, il bassista dei Beatles, sia morto nel 1966 in un incidente d’auto e che sia stato sostituito da un sosia chiamato William Stuart Campbell. Si tratta di una delle prime teorie del complotto riguardanti il mondo del rock. Ascoltando per esempio la parte finale della canzone I’m So Tired, negli ultimi secondi possiamo udire John Lennon borbottare una frase apparentemente priva di significato. Se la ascoltiamo al contrario, sembra che stia dicendo: “Paul is a dead man. Miss him, miss him, miss him.”

Un altro “messaggio” che vorrebbe dire la stessa cosa sembra udirsi riproducendo al contrario il brano sperimentale Revolution 9, sempre ovviamente dei Beatles. Se al dritto si sente un dipendente della EMI che dice: “Number nine, number nine, number nine…” per testare il nastro, al contrario la stessa frase sembra diventare: “Turn me on, dead man… turn me on, dead man…”

E ora parliamo della bellissima canzone Stairway to Heaven dei Led Zeppelin. Ecco una parte dei suoi testi…

If there’s a bustle in your hedgerow,

Don’t be alarmed now,

It’s just a spring clean for the May Queen

Yes, there are two paths you can go by,

but in the long run

There’s still time to change the road you’re on

Qualcuno, ascoltando tali versi al contrario, ha affermato di aver udito frasi del tipo “Here’s to my sweet Satan” o “I sing because I live with Satan”. Robert Plant, il cantante dei Led Zeppelin, quando gli furono riportate queste accuse espresse la sua frustrazione dicendo: “To me it’s very sad, because Stairway to Heaven was written with every best intention, and as far as reversing tapes and putting messages on the end, that’s not my idea of making music.”

Come se tutto questo non bastasse, anche i Queen sono stati al centro di questa bizzarra vicenda. Ascoltando al contrario la canzone Another One Bites the Dust nelle parti in cui viene detta la stessa frase a qualcuno è sembrato di sentire “Start to smoke marijuana”.

Qualcuno addirittura ha affermato che anche quando si ascoltano tali canzoni al dritto, i “messaggi al contrario” funzionerebbero come “messaggi subliminali”, ovvero sia messaggi che operano sull’inconscio di coloro che le ascoltano e li inducono ad assumere i comportamenti di cui questi artisti sono accusati. Negli USA si tentò anche di far passare una legge secondo cui i dischi contenenti questi messaggi dovevano avere un’etichetta con su scritto: “Warning: This record contains backward masking which may be perceptible at a subliminal level when the record is played forward.” Tuttavia, la loro efficacia come “messaggi subliminali” è tutta da dimostrare, quindi è buona cosa che questa legge infine non sia stata approvata.

Esempi di queste accuse ce ne sono a iosa, non sono qui per mostrarli tutti, ma solo per dimostrare che questa storia del backmasking è soltanto un modo ultraforzato di accusare qualcuno gratuitamente. Nella maggior parte dei casi, infatti, non si tratta che di pareidolia acustica: è umanamente impossibile creare di proposito una frase che ha due sensi compiuti, uno per l’ascolto al dritto, l’altro per l’ascolto al contrario. Provateci voi stessi, se ci riuscite potrei anche cambiare idea. Anche se effettivamente qualcuno ha inserito di proposito dei messaggi comprensibili solo ascoltando la canzone al contrario, quando si ascolta la canzone al dritto capiamo perfettamente che si tratta di una registrazione mandata al contrario e sono sempre messaggi del tutto innocui e spesso di parodia di questa teoria del complotto (ad esempio, nella canzone Empty Spaces dei Pink Floyd, vi è un messaggio riprodotto al contrario che recita: “Hello, looker. Congratulations. You have just discovered the secret message. Please send your answer to Old Pink, care of the Funny Farm, Chalfont”).

Negli anni ’80 comunque, con la diffusione dei CD, che non consentivano la riproduzione al contrario delle registrazioni, la vicenda backmasking è andata in vacanza per poi tornare alla ribalta con la diffusione dei software per PC che di nuovo consentivano la riproduzione al contrario delle registrazioni, soprattutto il Registratore di Suoni incluso da Windows 95 a XP e il programma di editing audio freeware Audacity.

Tornando ai “messaggi” sulla morte di Paul McCartney, lo storico ed esperto dei Beatles Mark Lewisohn ha affermato che in realtà quello che ha borbottato Lennon in I’m So Tired non è affatto privo di senso. Quello che ha detto in maniera quasi incomprensibile è: “Monsieur, monsieur, how about another one?”. Forse il fatto che sembrasse una frase senza senso la rendeva effettivamente ideale per essere riprodotta al contrario, del tipo che vi ho spiegato prima. Mi spiace deludervi, cari complottari.

Ho notato inoltre che molte delle persone che hanno fatto accuse di questo genere fanno parte di gruppi fondamentalisti cristiani. Qui si passa il confine che separa la religiosità dal bigottismo. Anzi, dalla follia. Ma di questo parleremo un’altra volta.

Antonio Pompò

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2 Comments
  1. Guga 2 anni ago

    Ah, i cari vecchi messaggi subliminali satanici nel rock e nel metal.

    Quando ero al liceo la nostra prof di religione ci fece una lezione a riguardo. Io e un mio compagno di banco, grandi ascoltatori di “musica del demonio”, ascoltammo divertiti tutto quello che ci diceva.
    Poi facemmo una domanda.
    “Prof, non ci è chiara una cosa, anche volendo credere che il nostro cervello riesca inconsciamente ad ascoltare e capire al contrario, perché dovremmo venire influenzati da messaggi in una lingua che non è la nostra?”
    Non rispose.

  2. Giovanni Cappellini 2 anni ago

    In questo contesto, vorrei citare la memorabile contromossa dei Petra, una band che faceva rock cristiano e che all’inizio della canzone “Judas’ Kiss” aggiunse un backmasking perfettamente udibile che al contrario recita così “What are you looking for the devil for, when you ought to be looking for the Lord?”

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