Pillole di Matrix

PREMESSA: prima di leggere questo articolo, vi consiglio di guardare tutti e tre i film di Matrix onde evitare spoiler o incomprensioni.

Quante volte ci siamo chiesti se quello che abbiamo davanti ai nostri occhi sia vero oppure no? Non solo con le false notizie che sbufaliamo su Butac, ma anche nella vita di tutti i giorni. Ovviamente questa domanda ci porta a cercare la verità, ma purtroppo non sempre è facile da trovare. Specie quando si tratta di sapere se il mondo in cui viviamo è reale o è solo una finzione frutto di un mondo ben più reale di questo. Molti sono i filosofi che hanno parlato dell’argomento, come ad esempio Platone con il suo mito della caverna e il mondo delle idee, contrapposto al nostro in cui esistono le stesse cose, ma “sbiadite”, perché il nostro mondo, al contrario di Iperuranio, è imperfetto. Oppure Cartesio, con il “genio maligno” da lui ipotizzato che, con il solo scopo di ingannarci su tutto, ci fa prendere fischi per fiaschi.

immaginedf2

Questa domanda però non ha ispirato solamente filosofi, ma anche registi come i fratelli Andy e Larry Wachowski (oggi Lilly e Lana, dopo il cambio di sesso), che nel 1999 ne hanno fatto un celebre film di nome Matrix, seguito nel 2003 da Matrix ReloadedMatrix Revolutions. La prima parte di questo articolo sarà dedicata principalmente al primo film. Che tipo di film è? È un film di fantascienza, tanto per cominciare. Sì, ma di che parla? La storia parla di un mondo generato al computer, chiamato per l’appunto Matrix, in cui le macchine, con le quali noi umani siamo in guerra, ci hanno intrappolato con lo scopo di trarre energia da noi per sopravvivere, poiché precedentemente usavano l’energia solare, ma nel tentativo di cancellare queste macchine dalla faccia della Terra noi umani abbiamo oscurato il cielo. La somiglianza tra le ipotesi dei filosofi sopracitati e il fulcro di questo film è notevole, ma non è nemmeno casuale la decisione di tirare in ballo le macchine e i computer. Pensate un po’: nella nostra società i computer e gli smartphone sono inseparabili compagni di studio, lavoro e divertimento, ma esistono anche molte persone che senza computer farebbero fatica a vivere, tanto ne sono dipendenti. In questo senso non sarebbe del tutto sbagliato ipotizzare che i computer abbiano di fatto generato un’altra realtà, da cui non si nasce necessariamente schiavi; ma tante persone lo diventano. Se dunque in Matrix si afferma che la maggioranza delle persone non ce la farebbe ad accettare la realtà una volta scollegata dall’omonimo sistema (lo stesso Neo, il protagonista del film, fatica ad accettarla, e il personaggio Cypher si scopre disposto a tradire i suoi compagni per cercare di tornare a vivere nel mondo della menzogna), allo stesso modo ci sono tante persone troppo legate a quella che per loro è la verità (sia essa l’attaccamento a uno schermo tale da arrivare a odiare il mondo reale, una menzogna che sosterrebbero fino alla morte per tirare acqua al loro mulino, eccetera) che se mostrassimo loro quella che è la vera realtà non ci crederebbero mai.

maxresdefault

Cypher prefesce le bistecche alla verità.

E’ questo, dunque, il messaggio che porta con sé questo film: l’amore per la verità. Possiamo affermare con certezza anche che Matrix gioca molto sul rapporto tra ciò che è reale e ciò che non lo è: pensate ad esempio a tutte quelle scene di azione che ti fanno dire: “Ma è impossibile!”. Ma se quelle scene sono impossibili, è proprio perché si svolgono in un ambiente tutt’altro che reale: quello di Matrix. Nel terzo capitolo della trilogia, Matrix Revolutions, abbiamo uno scontro tra Neo e un umano le cui informazioni cerebrali sono state sovrascritte da quelle dell’Agente Smith che si ambienta nel mondo reale e, indovinate un po’, qui i personaggi non fanno tutte quelle cose impossibili nella realtà. In altre parole, se dite che Matrix non vi piace perché non è un film realistico, allora non avete capito niente di questo film. Cambia il modo in cui si vestono i personaggi tra un mondo e l’altro: se in Matrix sono vestiti di tutto punto, con tanto di occhiali da sole anche quando è buio pesto e giacca di pelle, nel mondo reale sono vestiti di stracci, perché quando non possono più approfittare di un sistema che può essere violato sono persone esattamente come noi, umani e nient’altro.

E ora, facciamo un’analisi dei principali personaggi di Matrix.

Partiamo da Neo (interpretato da Keanu Reeves), il protagonista, che nel primo film scopre di essere l’Eletto, ovvero colui che è in grado di modificare il codice di Matrix a suo piacimento, e così facendo salvare l’umanità da questa guerra contro le macchine, e nei seguiti si impegna per portare a compimento questa sua missione. Il termine che nel doppiaggio italiano del film è stato tradotto come “L’Eletto” è, in lingua originale, “The One”, e la parola “Neo” altro non è che un anagramma della parola “One”. Questo personaggio per me rappresenta noi stessi, perché tutti abbiamo delle grandi abilità spesso latenti che solo più tardi nella vita scopriamo di avere, e che non sappiamo di avere perché ci sottovalutiamo, spesso per giustificare i fallimenti che qualche volta otteniamo. Non a caso l’Oracolo inizialmente dice a Neo che lui non è l’Eletto, proprio perché, non essendo ancora cosciente di esserlo, è come se non lo fosse ed è compito suo scoprirlo, cosa che all’inizio l’Oracolo gli accenna dicendo: “Essere l’Eletto è come essere innamorati. Nessuno te lo può dire, lo sai solo tu”. Ma poi arriva il momento in cui la nostra vita ci induce a scoprire le nostre potenzialità, dato che senza sarebbe effettivamente impossibile superare gli ostacoli, e se non li potessimo superare, la nostra vita non avrebbe il minimo senso. Anche la famosa scena “Il cucchiaio non esiste” sembra voler spiegare tutto questo: in essa il cucchiaio che sembra piegarsi sembra rappresentare proprio tale rapporto tra noi stessi e il mondo, poiché in realtà a piegarci siamo noi.

Morpheus (interpretato da Laurence Fishburne) è l’uomo che guida Neo all’uscita da Matrix e alla realizzazione di sé. Anche in questo caso il nome non è casuale, perché possiamo assimilare Matrix al mondo dei sogni e Morpheus a Morfeo, il dio del sonno che dona i sogni ai dormienti nella mitologia greca.

Trinity (interpretata da Carrie-Anne Moss) è così chiamata perché, insieme ai due sopracitati personaggi, compone un trittico che richiama la Trinità Divina del cristianesimo. In questo trittico, Morpheus è un riferimento al Padre, Neo al Figlio e Trinity allo Spirito Santo. Inoltre, il personaggio di Trinity trae forte ispirazione, nella sua personalità e nel suo aspetto, dalla protagonista del film d’animazione del 1995 Ghost in the Shell, Motoko Kusanagi. E a proposito di Ghost in the Shell, questo film ha ispirato Matrix anche in molti altri aspetti. Ad esempio, il codice “a pioggia” di Matrix è un chiaro riferimento ai titoli di testa di Ghost in the Shell e le prese dietro la testa che i personaggi hanno e usano per collegarsi a Matrix si ispirano alle prese che Motoko Kusanagi ha nella stessa parte del corpo e che usa per hackerare vari sistemi.

trinity_the_matrix-11351

Gli Agenti sono gli “angeli custodi” di Matrix: hanno lo scopo di impedire agli umani di scoprire la verità e di interferire con il funzionamento di tale sistema. Essi simboleggiano, insieme alla loro forza seconda solo a quella dell’Eletto, la nostra ignoranza e la conseguente convinzione di essere nel giusto, che in effetti è sempre dura a morire. L’Agente Smith (interpretato da Hugo Weaving), in particolare, simboleggia tutto ciò più degli altri, grazie al fatto che, diversamente dagli altri agenti, è in grado di provare dei sentimenti (quasi esclusivamente di odio), e di avere una sua propria volontà che lo condurrà, negli ultimi due capitoli della serie, a sottrarsi all’ordine delle macchine di essere cancellato e a diventare un programma ribelle, una minaccia non più solo per gli umani, ma anche per le macchine stesse. E quando lo diventerà, tutto nel sistema diventerà sempre più suo, a forza di copiare se stesso negli altri esseri umani e programmi, e così la sua potenza crescerà sempre più, fino a diventare pari a quella di Neo, la sua nemesi.

Ma prima di parlare ulteriormente del rapporto tra Neo e l’Agente Smith nei due seguiti, ReloadedRevolutions, analizziamo le componenti dei due film che porteranno allo scontro finale in Revolutions.

I seguiti non hanno ottenuto lo stesso successo di critica del primo capitolo. Alcuni hanno addirittura affermato che non fossero necessari. E in effetti il primo film si conclude con il conseguimento dell’obiettivo principale di Neo: la presa di coscienza di se stesso. Ma solo apparentemente.

Nel 2012, Lana Wachowski ha rilasciato in un’intervista la seguente dichiarazione:

What we were trying to achieve with the story overall was a shift, the same kind of shift that happens for Neo, that Neo goes from being in this sort of cocooned and programmed world, to having to participate in the construction of meaning to his life. And we were like, ‘Well, can the audience go through the three movies and experience something similar to what the main character experiences?’
So the first movie is sort of typical in its approach. The second movie is deconstructionist, and it assaults all of the things that you thought to be true in the first movie, and so people get very upset, and they’re like ‘Stop attacking me!’ in the same way that people get upset with deconstructionist philosophy. I mean, Derrida and Foucault, these people upset us. And then the third movie is the most ambiguous, because it asks you to actually participate in the construction of meaning.

Andiamo per gradi. Il secondo film, Reloaded, è decostruzionista, e questo fa pensare che Neo in effetti non abbia scoperto tutta la verità sul suo potere. In questo secondo capitolo il momento più notevole è di fatto il dialogo tra Neo e l’Architetto, il programma che ha creato Matrix. L’Architetto è il personaggio che più simboleggia l’essenza di una macchina e che quindi si contrappone all’essere umano e le sue emozioni, dato che lui stesso ha creato Matrix considerando con enorme sforzo la vita emotiva degli esseri umani, essendo molto legato a parametri di perfezione legati alla sola ragione; anche il suo modo di parlare ci fa capire che per lui le emozioni sono una cosa controproducente e che non è affatto in grado di comprendere. L’Architetto spiega a Neo che nonostante non sia riuscito a eliminare il potere dell’Eletto, che lui chiama “anomalia sistemica”, ne detiene comunque il controllo. Dunque non è possibile distruggere completamente la minaccia delle macchine, ma soltanto scendere a compromessi con loro. Non è bello scoprire di non essere potenti quanto si pensava, e in questo senso il decostruzionismo dà molto da pensare dato che, come ci spiega la Treccani, vuole mettere in luce quelle contraddizioni concettuali e linguistiche che impediscono di emettere un messaggio ”pieno” e coerente.

In realtà però Reloaded non ha fatto innervosire molti spettatori soltanto per questo motivo. Il film è pieno di scene di azione molto lunghe e, per quanto siano realizzate con il massimo della cura, il film è composto in larghissima parte da queste: prima lo scontro tra Neo e i nuovi agenti potenziati, poi lo scontro tra Neo e l’Agente Smith che è tornato ed è riuscito a duplicarsi (un altro elemento del decostruzionismo: Neo non ha affatto sconfitto Smith) e la scena dell’inseguimento in autostrada. A lungo andare, qualcuno si stufa.

Abbiamo detto che l’unica cosa che Neo può fare è scendere a compromessi con le macchine, giusto? Ed è quello che fa in Revolutions, quando chiede alle macchine la pace in cambio della liberazione dall’Agente Smith, che ormai ha assunto il totale controllo di Matrix. Se nessuno lo avesse fermato, anche le macchine si sarebbero ritrovate alla mercé di Smith. E lo scontro finale, con la colonna sonora che fa riferimento alle Upanishad, un insieme di testi religiosi indiani in lingua sanscrita, è a dir poco spettacolare, sotto una tremenda pioggia che sta a significare che Matrix sta ormai per collassare, o meglio andare in crash, e uccidere così tutti gli umani collegati al sistema. E cosa fa a questo punto Neo? Alla fine accetta di farsi trasformare in un clone di Smith e poi, quasi inspiegabilmente, tutti gli agenti cloni vengono distrutti una volta per tutte insieme a Neo. Come mai?

7918

È soprattutto qui che, come detto da Lana, il film chiede a te, spettatore, di dare un significato alla cosa. Nel film sono comunque presenti degli indizi. Ad esempio, quando Neo è intrappolato nella stazione del treno, Rama Kandra, personaggio che tra l’altro dimostra che anche una macchina è in grado di provare amore al punto di essere disposto di farsi cancellare per salvare la figlia Sati, gli dice che se un programma non ha uno scopo questo viene cancellato. Non solo, ma l’Oracolo gli spiega che Smith è “il suo opposto, il suo negativo, il risultato dell’equazione che cerca di bilanciare se stessa” e che lo scopo dell’Architetto è quello di “bilanciare l’equazione”. Questo dà una parziale spiegazione alla conclusione di tale scontro: l’equazione era stata sbilanciata. E poi, lo Smith che Neo affronta alla fine è in realtà l’Oracolo trasformato nell’ennesimo clone, questo spiega la sua potenza e perché dice di sapere che sarà lui a vincere. Ciò che rende questo collegamento difficile da comprendere è che in mezzo al film vi è una lunga sequenza di guerra contro le sentinelle a Zion, che sembra avere lo scopo di farci dimenticare ciò che questi due personaggi ci hanno detto, anche se in effetti la presenza di queste scene è il motivo principale per cui neanche questo terzo capitolo è piaciuto a tutti.

Ci sono anche altri elementi che difficilmente trovano una spiegazione in Revolutions. Come ha fatto Neo a finire nella stazione del treno se non era in connessione e, soprattutto, come è possibile che quella stazione del treno sia a cavallo tra il mondo reale e Matrix, come spiegato sempre da Rama Kandra? E ancora, come è possibile che, una volta che il clone di Smith nel mondo reale ha accecato Neo, lui possa continuare a vedere tutte le cose sotto forma di luci? E anche alla fine del secondo capitolo è incredibile che sia riuscito a distruggere quelle sentinelle con la sola forza del pensiero. Se tutto ciò fosse avvenuto dentro Matrix, allora giustificheremmo tutto dicendo che quello non è il mondo reale. Ma queste cose sono avvenute nel mondo reale. E quando l’Oracolo ha detto a Neo: “Il potere dell’Eletto trascende questo mondo” non ci ha dato certo una spiegazione esauriente. Sono riusciti nell’intento di rendere questo film ambiguo.

Bene, credo che non ci sia più nulla da dire che riguardi il significato di questi tre film. Prima di concludere ci sono però da citare altri riferimenti. Ad esempio, il termine “Matrix” (tradotto in italiano come “Matrice”) è molto usato anche nel romanzo cyberpunk Neuromante di William Gibson. Inoltre, la città di Zion prende il nome dal monte Sion, sul quale è costruita la città di Gerusalemme, e l’Oracolo è ispirato agli oracoli della religione greca. A proposito dell’Oracolo, se nel terzo film è stato interpretato da un’altra attrice (Mary Alice) è perché Gloria Foster, che l’aveva interpretato nei primi due, morì di diabete mentre la lavorazione del secondo non era ancora stata completata.

Antonio Pompò

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon! Può bastare anche il costo di un caffè!

3 Comments
  1. RaSca 2 anni ago

    In realtà la questione del perché Neo riesca a bloccare le macchine nella realtà io l’ho sempre vista in maniera molto semplice ed a suo modo affascinante.
    Dopo la fine del primo film Neo e Smith diventano figure complementari. Neo “ha lasciato qualcosa di lui” in Smith. Il percorso che fanno è simile, eppure inverso.
    Smith arriva al mondo reale “infettando” l’umano (e diventando un virus informatico cerebrale e… organico), Neo arriva al mondo virtuale senza cavi.
    Per quale motivo? E’ semplice: Neo è l’eletto, è un umano unico, mutato se vogliamo, che ha sviluppato organicamente la capacità di collegarsi a Matrix. Un dispositivo wifi vivente, se vogliamo vederla così, che ha passato peraltro parte delle sue capacità a Smith.
    Questa spiegazione da senso a tutto il resto, e la cosa più divertente è che dubito sia così che l’hanno pensata i/le due Swarovski, ma tant’è 🙂

  2. Gianluca La Rosa 2 anni ago

    E ancora, come è possibile che, una volta che il clone di Smith nel mondo reale ha accecato Neo, lui possa continuare a vedere tutte le cose sotto forma di luci? E anche alla fine del secondo capitolo è incredibile che sia riuscito a distruggere quelle sentinelle con la sola forza del pensiero.
    Io l’ ho vista così. Per creare una prigione sicura per la loro mente quale metodo migliore se non creare una prigione in cui gli uomini si sentano liberi e/o frustrati per la loro condizione? Io avrei creato un Matrix annidato dentro l’ altro diverse volte. Cosicché quelli liberati, sentendosi senza catene, desideravano rimanere a Zion che altro non era che un ulteriore gabbia. Quelli frustrati e scontenti per la nuova situazione invece avrebbero cercato di rientrare nella prigione più profonda.

  3. Paola K 2 anni ago

    Molto bello questo articolo.
    Una sola precisazione: “se dite che Matrix non vi piace perché non è un film realistico, allora non avete capito niente di questo film.”

    Direi che allora non hanno capito niente di cinema! Nulla è reale, anche quando sembra reale. I mockumentary dovrebbero chiarirlo, questo punto.

Leave a reply

Contattataci

Avete un argomento di cui vorreste parlassimo? Volete farci sapere cosa ne pensate del Magazine?

Sending

2018 BUTACmag un magazine dedicato alla divulgazione della corretta informazione scientifica e non.

Disclaimer: Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge N°62 del 07/03/2001. Alcune immagini sono tratte da internet, ma se il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione. L'autore dichiara di non essere responsabile dei commenti lasciati nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze, il cui contenuto fosse ritenuto non idoneo alla pubblicazione verranno rimossi.
or

Log in with your credentials

Forgot your details?