L’affare del “pane maledetto”

pane

In un paesino della Francia meridionale chiamato Pont-Saint-Esprit, l’agosto del 1951 fu segnata da un avvenimento stranissimo del quale a tutt’oggi non si conoscono esattamente le cause.

Nella notte dal 22 al 23 agosto un certo Monsieur Puche cominciò a lamentarsi con la moglie del caldo che faceva, poi scese dal letto, infilò le pantofole e andò a buttarsi dalla finestra. Poteva sembrare un accesso di pazzia momentaneo, ma nelle ore successive si ebbe notizia di altre persone che, improvvisamente, entravano in una specie di tranquillo delirio; era un male senza nome che piombava addosso all’improvviso, senza sintomi, tranne quella sensazione di caldo. Tra le dodici e le diciannove del 23 agosto novanta persone furono colpite e trenta di loro caddero in delirio. All’Hotel-Dieu, l’ospedale del paese, non c’era più posto e i malati furono portati ad Avignone, a Nimes, a Montpellier; alcuni furono lasciati a casa, e fu la cosa peggiore perché contribuì ad aumentare l’atmosfera di terrore che oramai si era diffusa nel paese.

Dopo la prima fase in cui gli ammalati erano tutto sommato tranquilli, ce ne fu una seconda che culminava in forme parossistiche: il garagista Marcel Sauvet, per esempio, sferrava nel delirio calci e pugni al vento, urlando ingiurie irripetibili all’indirizzo di una vecchia del paese morta da più di dieci anni. Queste “risse con i morti”, tutta gente del paese di cui non ci si ricordava quasi più, accompagnarono numerosi deliri. Altre persone sentivano nascere sul proprio corpo germogli di fiori mai sentiti nominare e pregavano i parenti di innaffiarli.

Finalmente, la mattina del 24 agosto, si ebbe il primo responso dai tossicologi di Marsiglia: gli accessi di pazzia e tutte le altre manifestazioni potevano essere causate dall’ergotismo, una malattia causata da un parassita delle graminacee, la Claviceps Purpurea detta anche segale cornuta, che ha forti effetti vasocostrittori e, nel Medioevo, causava gravi epidemie con sintomi simili a quelli degli abitanti di Pont-Saint-Esprit. Si scoprì che tutte le vittime avevano acquistato il pane dallo stesso fornaio, che rischiò il linciaggio e che fu arrestato dalla Gendarmeria più per metterlo al riparo dall’ira dei suoi compaesani che per qualche reato. Il fornaio, dal canto suo, si era rifornito di farina dal mugnaio Maillet, che confessò la truffa: aveva mescolato farina di segale a quella di frumento per guadagnare di più.

I tossicologi però rimanevano sulle generali: l’ultima epidemia di ergotismo conosciuta risaliva al 1798 ed era quindi difficile stabilire se i sintomi osservati fossero proprio quelli della terribile malattia. Si suppose perciò l’intervento di più fattori che, sommati alla presenza di segale contaminata, potessero aver dato origine all’evento. Si pensò che la farina fosse stata sbiancata artificialmente con una sostanza chimica, il tricloruro d’azoto, oppure che fosse stata conservata in un luogo umido e inadatto che avesse favorito lo sviluppo di micotossine, all’epoca quasi sconosciute.

Il bilancio finale fu di trecento abitanti colpiti in maniera più o meno grave, trenta persone costrette al ricovero in ospedale psichiatrico per mesi, e cinque morti.

Ovviamente l’opinione pubblica non si accontentò di queste spiegazioni scientifiche: si parlò di stregoneria, si diede la colpa di volta in volta alle potenze straniere, alle trebbiatrici meccaniche, alla guerra batteriologica e persino a Stalin, e così via.

Nel 2009 il giornalista americano Hank P. Albarelli scrisse un libro, A Terrible Mistake, nel quale basandosi su di un episodio realmente accaduto nel corso della guerra fredda (il progetto della CIA noto come MKULTRA, riguardante un possibile utilizzo dell’LSD come arma segreta), ipotizzò che l’Agenzia avesse contaminato i prodotti alimentari di Pont-Saint-Esprit irrorandoli di allucinogeno tramite aerosol.

La tesi di Albarelli fu contestata per vari motivi: innanzi tutto, tra il consumo del pane avariato e la comparsa dei sintomi passarono circa 36 ore, mentre l’effetto dell’LSD è immediato, inoltre l’LSD non causa i problemi gastro-intestinali e psichici subiti dagli abitanti del paese, e per l’assurdità dell’idea di contaminare il pane con l’allucinogeno oltre all’illogicità di utilizzare come cavia un paese all’epoca semidistrutto dalla guerra, in un Paese avanzato e civile come la Francia. Perché non scegliere qualche sperduto villaggio nel cuore dell’Africa, dove le comunicazioni erano difficili e, magari, la notizia dell’evento poteva non arrivare mai a conoscenza del mondo occidentale?

Sebbene sembri confermato che, durante la guerra fredda, gli Stati Uniti abbiano fatto degli esperimenti su cavie involontarie americane e canadesi, tanto che nel 1995 Bill Clinton si è scusato pubblicamente per tali sperimentazioni, finora non è risultato nessun documento ufficiale che confermi la scelta di Pont-Saint-Esprit come cavia.

A tutt’oggi la tesi dell’ergotismo è ancora la più plausibile: anche se nei Paesi sviluppati, grazie ai controlli, si tratta di una malattia ormai relegata al passato, non è però scomparsa, visto che nel Kenya più di 100 persone sono morte nel 2004 a causa di una contaminazione del mais dovuta ad aflatossine.

Fonti:
Wikipedia (it.)
Wikipedia (francese, articolo molto più esaustivo)

Lady Cocca

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[Immagine: Gli storpi di Pieter Bruegel il Vecchio. Una delle interpretazioni del dipinto vuole le amputazioni dei soggetti ritratti dovute all’ergotismo.]

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