Truffe sullo stivale

Mesi fa un’amica mi segnalò che la sua mamma era rimasta invischiata in qualcosa che a lei suonava tanto come truffa, purtroppo mancavano prove e documenti per poterla certificare sicuramente come qualcosa d’illegale, e l’unica maniera possibile per indagare sulla cosa era mettersi in gioco in prima persona, cosa che insieme a un amico, che collabora sia con noi che con Debunking.it, abbiamo fatto. Sono ormai tre mesi che seguiamo questo “comitato” di cui purtroppo non posso fare il nome, tre mesi a leggerci ogni commento che appare sulle pagine social degli stessi, tre mesi a visionare video di conferenze, tre mesi a cercare di capire come funziona il meccanismo.

Sappiamo che i soggetti dietro al “comitato etico” non sono bella gente, sono già stati indagati più e più volte, sono finiti sui giornali magari per mezza giornata, ma poi svaniscono e riappaiono sotto nuova veste, con un nuovo sistema per fare soldi.

Purtroppo iniziative di questo genere affliggono tutti i paesi in cui c’è crisi monetaria, tutti i paesi dove c’è un tasso di disoccupazione elevato, perché le persone in difficoltà sono molto più inclini ad abbassare le proprie difese di quanto non succeda a quelle che vivono in paesi ricchi e senza difficoltà monetarie. È lo stesso criterio dei “Compro Oro”, se c’è crisi aprono a tonnellate, quando la crisi svanisce scompaiono come neve al sole.

Ecco, io non posso fare nomi e quindi dovremo attenerci ad un generico State attenti: quando un amico v’invita ad una riunione dove vi racconteranno un modo speciale per fare soldi fuggite, subito, a gambe levate. Non esistono sistemi per fare soldi in maniera sicura e in poco tempo senza lavorare, NON ESISTONO. Se ci cadete siete, purtroppo, parte del problema, perché fate parte di quelle fasce deboli che sono l’obiettivo principale di questa gentaglia.

So che di voi che leggete il mag di Butac sono pochi quelli che rischiano di caderci (spererei nessuno), se siete qua è proprio perché amate essere informati, perché rifuggite le bufale e quindi anche le truffe (che in fondo sono solo bufale più grosse dove oltre alla notizia falsa circolano anche denari). Qual è il problema? Voi non ci cadete, ma magari succede ad un vostro famigliare, un vostro amico, e quindi ritengo che più si parla di queste truffe meglio è per la società intera.

A volte sono sistemi basati su schemi piramidali, a volte si tratta di prodotti fuffa da vendere ai nostri conoscenti, ma altre volte, come nel caso in questione, non c’è nulla di concreto, solo tanta aria fritta, spacciata a tonnellate di persone.

Il caso specifico ad oggi conta circa qualche decina di migliaia d’iscritti, persone convinte, da abili venditori di fumo, che riceveranno soldi da una “banca d’investimento” che crede in loro, perché loro contano, loro hanno un’etica che merita di essere premiata. Non parliamo mica di piccolissime cifre, questi  soggetti sono stati convinti che qualcuno donerà loro 3000 euro, di cui 1500 andranno reinvestiti nello stesso “comitato etico”. A qualcuno probabilmente i 3000 euro arriveranno per davvero, qualcun altro si sentirà chiedere i 1500 euro dopo che il “capitano” della sua squadra gli avrà mostrato copia dei bonifici ricevuti, qualcuno mollerà il colpo, qualcuno invece quei 1500 euro li darà sulla fiducia, perché chi è debole e bisognoso è sempre pronto a credere ad una bella favoletta.

Io ho fatto tutto quanto era nelle mie possibilità, ho sentito la Guardia di Finanza, che mi ha rimbalzato alla Polizia Postale, dove mi sono presentato con un plico con tutto il materiale che avevamo raccolto già un mese fa, ma ad oggi nulla è stato fisicamente fatto, i truffatori sono ancora lì che organizzano conferenze, il numero degli iscritti continua ad aumentare, e così il numero dei potenziali truffati.

Da poco questa gente è sbarcata anche in Sardegna, anche lì hanno raccolto proseliti, e la truffa continua, senza che nessuno faccia nulla. E dire che verificare le persone dietro queste società sarebbe semplice. I benefattori che dovrebbero fare ricchi i futuri truffati hanno tutti dei precedenti, anche sulla stampa italiana, basta saperli cercare, e saltano fuori truffe con assegni rubati. Basta fare una verifica in banca per scoprire che sono segnalati come cattivi pagatori, hanno assegni protestati, insomma gente che campa da anni di sotterfugi, di piccole truffe, di conti lasciati da pagare.

Eppure di italiani che ci cascano ce ne sono a migliaia, e ogni giorno aumentano, attirati dai facili guadagni, invogliati dal poco sforzo massima resa, sicuri di fare l’affare della vita.

E invece l’affare lo fanno altri, che impuniti continueranno a operare finché le loro facce e le loro amicizie finto altolocate non verranno finalmente fermate, o la stampa avrà il coraggio di scrivere due righe in merito. Finora dei giornalisti che ho cercato di avvicinare con dati e documenti alla mano nessuno si è detto interessato. Evidentemente finché qualcuno non ci rimette qualche migliaio di euro pochi sono interessati a fare informazione, non venderebbe, mentre dopo sono bravi tutti a raccontare una storia.

Anche questo vuole essere BUTACmag, un posto dove almeno in parte provare a fare un po’ di informazione snobbata dalla stampa.

maicolengel at butac punto it

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