Esame di maturità e fatti curiosi

Avere paura dell’esame di maturità è la cosa quasi più normale del mondo: c’è chi ci ha costruito sopra addirittura due film. “Notte prima degli esami” e “Notte prima degli esami oggi” mostrano lo stesso cast di attori interpretare un gruppo molto simile di amici divisi da quasi vent’anni – i primi affrontano la maturità nel 1989, gli altri nel 2006. Una delle scene più famose mostra i maturandi degli anni ’80 ascoltare alla radio la notizia che il Ministero dell’Istruzione non è riuscito a comporre tutte le commissioni di maturità in tempo e che quindi gli esami sono annullati e tutti i maturandi automaticamente promossi: si tratta però di uno scherzo radiofonico che una volta scoperto getterà nel panico gli studenti.

La leggenda urbana degli esami di maturità rinviati gira da anni, ma non è così una leggenda: come ogni avvenimento chiave nella crescita di un individuo ha avuto i suoi lati oscuri. Quanti sanno che gli esami scritti di maturità un anno iniziarono con un giorno di ritardo perché erano stati “trafugati” i titoli dei temi in programma? Quanti sanno che in piena Tangentopoli per colpa di un preside di un istituto tecnico milanese si rischiò la stessa sorte? E questi sono solo i casi più clamorosi, perché la storia degli esami di maturità è così lunga e articolata che non sorprende di trovare altri piccoli aneddoti che spero possano interessare a qualche lettore in più di quelli che la maturità l’hanno già passata e fornire qualche speranza a chi la maturità la passerà quest’anno.

Nel 1976 – curiosamente il mio anno di nascita – quasi 530.000 candidati per l’esame della maturità videro slittare di un giorno la prova scritta di italiano. Questo perché una suora, anziana preside di un istituto di Pavia, aveva ricevuto il giorno precedente l’inizio degli esami una telefonata quantomeno curiosa: “Sono il Provveditore, il Ministero mi ha avvertito della presenza di un errore nei titoli dei temi: apra la cassaforte, prenda la busta, la apra e me li legga. Possiamo correggere subito senza perdere tempo.” L’insistenza dell’interlocutore aveva convinto la preside che dopo qualche tentennamento aveva aperto la cassaforte, preso la busta, rotto i sigilli di ceralacca che ne garantivano l’autenticità e la conservazione e aveva dettato i lunghissimi titoli dei temi al telefono; dopo un tempo che doveva esserle parso interminabile e subito dopo l’ultima parola dell’ultimo titolo, quando l’interlocutore avrebbe dovuto dettare le correzioni, la conversazione si era interrotta. Resasi conto di essere stata vittima di un raggiro, la suora aveva chiamato il Provveditore di Pavia – questa volta quello vero, che ovviamente cadde dalle nuvole al sentire tutta la storia – e dopo che i temi furono annullati per tutti si incominciò daccapo con nuove tracce e un giorno di ritardo.

Sedici anni dopo, nel 1992, sempre in Lombardia ma questa volta a Milano, si rischiò il medesimo finale. Un istituto tecnico della zona presentava infatti una sede distaccata regolarmente e legalmente riconosciuta i cui iscritti pretendevano di svolgere le prove degli esami nei locali dell’istituto che li aveva ospitati per i cinque anni precedenti: la soluzione più rapida per il presidente di commissione sembrava essere aprire la busta, fotocopiare i fogli e richiuderli in due diverse buste così che in entrambi i distaccamenti si potessero leggere in contemporanea. Fortunatamente il preside dell’istituto tecnico sventò in extremis il diabolico piano, salvaguardando l’integrità della busta con i temi e ricompattando tutti gli studenti nella sede principale.

Molte altre volte sono corse voci di brogli attraverso cui qualcuno si sarebbe impossessato in anticipo dei temi – che probabilmente hanno ispirato la sottotrama in cui i giovani protagonisti dei film di cui sopra vendono i titoli (falsi) ai compagni di classe – ma le indagini in merito non hanno mai recuperato prove sufficientemente convincenti da fare intervenire nuovamente il Ministero. Ci sono però almeno due prove di maturità scientifica – che è quella che ho sostenuto io, se qualcuno conosce circostanze analoghe in altri istituti può scriverci e cercheremo di integrare l’articolo – che presentano circostanze “curiose”. La prima – della quale non sono riuscito a trovare corrispondenze nel web ma che ricordo di avere svolto insieme ai miei compagni di classe come esercizio in vista della nostra – riguarda un problema in una prova di maturità di fine degli anni Ottanta–primi anni Novanta, dove un errore nel testo rendeva il problema indeterminato e risolvibile correttamente in brevissimo tempo. La seconda si riferisce all’anno scorso, quando il primo problema presentato conteneva nel testo ambiguità tali da renderlo probabilmente troppo complesso per il programma di una quinta liceo scientifico. Ai posteri l’ardua sentenza, con una sola consolante certezza: alla prima riunione di ex compagni già cinque anni dopo la maturità, ci si renderà conto di quanto eccesso di importanza era stato concesso a quello che è solo uno dei tanti esami della vita.

Spider Jerusalem

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