Una deriva antiscientifica

Butac e ButacMAG da sempre stanno con la scienza. A volte lo facciamo lasciando parlare soggetti come il Dott. Pietro Arina, medico, altre volte ci limitiamo a linkare fonti super partes che rispecchino il parere della comunità scientifica. Su una cosa però non transigiamo, la scienza e la medicina sono argomenti per professionisti, di cui devono parlare persone che abbiano le credenziali per farlo. Altrimenti si parla di pseudomedicina, quando non si cade direttamente nella deriva antiscientifica.

Per questo quando l’Istituto Superiore di Sanità ci ha invitato a una conferenza abbiamo mandato il nostro medico di fiducia a rappresentarci, e quando ci invitano a conferenze sulla disinformazione medica teniamo sempre a precisare che se non c’è il Dott. Arina noi parleremo più della disinformazione che della medicina, che non ci compete.

Siamo orgogliosi di essere tra i fondatori di TeamVaxItalia e cerchiamo di fare del nostro meglio per portare avanti una battaglia legata alla corretta divulgazione scientifica insieme ai ragazzi di Minerva e ad associazioni come Italia Unita per la Scienza.

Poi ci capita di trovare un volantino come questo:

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Sì lo so, la data è già passata da un po’, ma poco importa.

Leggiamo insieme cosa c’è scritto.

Servizio Sanitario Regionale Emilia Romagna
e
Istituto Scientifico Romagnolo per lo studio e la cura dei tumori e l’Istituto Oncologico Romagnolo

Discipline Olistiche e oncologia

Relatori:

Cinzia Catalfamo studiosa e praticante di diverse discipline: Reiki, cristalloterapia, floriterapia, Ayurveda

Asa Magnoni: maestro Reiki, kinesiologo, specialista in fiori di Bach, Fiori Australiani, Fiori Himalayani. Docente e ricercatore (in cosa non è chiaro)

Sabina Oggioni: insegnante di Antiginnastica

Avete letto con attenzione? Si parla di oncologia, ma tra i relatori non c’è un oncologo, non c’è un medico, non c’è nessuno che abbia alcun titolo scientifico che lo abiliti a parlare di medicina, specie di tumori.

Cinzia Catalfamo è una donna impegnata nella lotta contro il cancro, ha iniziato nel 2010 un progetto che si chiama 4a woman, che si occupa di aiutare le donne malate di tumore in paesi in cui l’accesso alle cure è difficile: tutto molto onorevole. Ma pur essendo meritevole e degno di riconoscimenti ciò che fa con 4a woman, al convegno mi pare di capire intervenisse sotto altro aspetto, cioè come esperta di pratiche olistiche. Come gli altri relatori.

Vediamone qualcuna.

Il Reiki

Il Reiki è stato riconosciuto a livello scientifico non aver alcun  effetto, come spiega anche la Wiki in inglese:

Reiki is considered pseudoscience. It is based on qi (“chi”), which practitioners say is a universal life force, although there is no empirical evidence that such a life force exists. Clinical research has not shown Reiki to be effective as a medical treatment for any medical condition. The American Cancer Society, Cancer Research UK, and the National Center for Complementary and Integrative Health state that Reiki should not be a replacement for conventional treatment of diseases such as cancer.

Non sto a riportarvi i vari link disponibili sulla questione, li trovate tutti partendo da Wiki, ma vorrei evidenziare solo questo piccolo paragrafo estratto dal sito britannico sulla ricerca oncologica:

Some people with cancer say they feel better after using therapies such as Reiki. Studies show that this is often because a therapist spends time with the person, and touches them. After the rush and stress of hospitals and treatment, it can be very relaxing when someone gives you attention for an hour or more, in a calm setting. Reiki is sometimes used in palliative care, especially in hospices.

They also say that it helps them cope better with their cancer and its treatment. But it’s important to bear in mind that while Reiki may help you to cope with your symptoms or side effects, it is not able to treat your cancer. We have general information about why people with cancer use complementary therapies.

Riassunto in parole povere significa che gli studi mostrano come eventuali miglioramenti siano dovuti al fatto che un terapista passi del tempo con il paziente, e lo tocchi: l’effetto dell’avere qualcuno che si occupa di noi per un ora o più in un ambiente tranquillo può essere molto rilassante, però è importante tenere a mente che non si parla di cure, bensì solo e unicamente di aiuti per superare il trauma, il dolore, di metodi per far passare gli stati d’ansia e la depressione che possono cogliere un paziente malato di cancro. Non c’è nessuna controindicazione, sia chiaro, basta non credere che rientri sotto la definizione di medicina.

Terapie Alternative o pseudomedicina?

Sulla cristalloterapia non mi pronuncio: non esiste nessuno studio che ne dimostri l’efficacia, ed evidentemente chi la pratica non è interessato a farne, perché sa bene che i risultati dimostrerebbero al mondo l’inutilità del suo operato. Ovvio che anche la cristalloterapia viene vista come un sistema per far sentire il paziente coccolato, per fargli sentire che ci si sta prendendo cura di lui, e lo comprendo bene, ma dare rispettabilità medica alla pratica è come darla all’omeopatia. E guarda caso, parlando di omeopatia, ecco che leggiamo sulla locandina la floriterapia, disciplina che prende piede proprio dall’uso dei Fiori di Bach. Fiori di Bach che non hanno alcun vero effetto sul corpo umano, se non paragonabile all’effetto placebo. Sia chiaro, il discorso sarebbe diverso nel caso che invece dell’uso dei Fiori di Bach si parlasse di fitoterapia, ma qui è evidenziata chiaramente solo la floriterapia, e quella è per lo più fuffa pseudoscientifica. E la pseudoscienza non dovrebbe venir pubblicizzata in un evento sponsorizzato da istituti come quelli citati poco sopra.

Asa Magnoni, il secondo relatore che viene presentato sulla locandina, scrive libri per la casa editrice che più prende le distanze dalla medicina moderna, una casa editrice che pubblica qualsivoglia autore, basta che attacchi la medicina e i medici. Loro grandissimo cavallo di battaglia sono i tantissimi volumi scritti da antivaccinisti, cure alternative per il diabete, fuffa per ingrossare i portafogli di gentaglia di questo tipo.

Una casa editrice che pubblica la fuffa pseudogiornalistica di Marcello Pamio, robine così:

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Libri che accusano proprio l’industria farmaceutica e il Servizio Sanitario di esistere solo e unicamente per “creare malati”. Siamo davvero convinti che sia una buona idea dare spazi, pagati anche dai contribuenti, a gente del genere?

L’antiginnastica

Beh, sull’antiginnastica posso dirvi poco, perché poco (anzi nulla) è quello che la scienza ci dice sulla pratica, inventata negli anni Settanta da una fisioterapista francese. Il metodo è diffuso principalmente in Italia e Francia, mentre nel resto del mondo della sua creatrice o delle sue tecniche non si parla o quasi. È una terapia di autoguarigione, che a quanto pare fa leva sulla memoria dei muscoli; ho chiesto qualche approfondimento a dei medici che mi hanno riso in faccia, ho cercato qualche info più seria online senza trovarne traccia se non nei siti che la divulgano, nessun ospedale serio ne fa menzione e sui siti della comunità medica internazionale della pratica non si hanno notizie.

Funziona? Non lo so, ma il fatto che in quarant’anni dalla sua invenzione sia stata divulgata così poco mi fa pensare che anche questa sia fuffa, vendibile a soggetti psicologicamente deboli che hanno bisogno di ogni appiglio (psicologico) per sentirsi meglio. Non credo sia il caso pubblicizzarla sotto l’egida del  Servizio Sanitario Nazionale. Anche perché quelle specializzazioni messe dopo i nomi dei relatori acquistano automaticamente credibilità trovandosi affiancate da nomi di enti pubblici che si occupano di cure mediche.

Non sono il solo ad essersi accorto che qualcosa non torna, colleghi debunker e divulgatori si sono già mossi chiedendo spiegazioni, ma finora nessuna risposta. Mi piacerebbe sentire il parere del Ministro Lorenzin sulla vicenda, chissà se si degnerà di darci il suo parere.

Sia chiaro, non sto dicendo che prendersi cura dei malati sia errato, sono convinto sia una cosa buona che ci siano pratiche complementari per farli sentire accuditi, specie coloro su cui funziona l’effetto placebo e che hanno quindi menti più malleabili, ma spacciare il tutto come “scienza” e terapie complementari funzionanti non va bene. La scienza e la medicina non riconoscono queste pratiche come valide, neppure il Servizio sanitario nazionale deve farlo, o rischiare che l’utente finale possa crederci.

Chissà che qualcosa non si muova a furia di parlare di questi argomenti.

In risposta alle svariate critiche che gli sono piovute addosso il Direttore dell’IRST Emilia Romagna ha rilasciato una dichiarazione che vi riporto:

“Occorre, anzitutto, premettere, a scanso di equivoci, che l’incontro cui si fa riferimento rientrava negli eventi informativi interni rivolti esclusivamente a professionisti IRST; non si trattava di un evento aperto al pubblico, tanto meno formativo. In IRST non sono praticate tali discipline né l’evento è stato pensato per esser premessa all’avvio imminente di tali pratiche. Definito ciò, comprendiamo perfettamente le perplessità di chi ci ha contattato: sono le stesse perplessità che ci hanno spinto a programmare questo evento conoscitivo. Da tempo assistiamo, infatti, al diffondersi incontrollato di pratiche che si definisco – a ragione o meno – “olistiche”. Sempre più pazienti vi si sottopongono, talvolta senza adeguata consapevolezza e contestualmente al percorso terapeutico. Ed è proprio la mancanza di consapevolezza e a-criticità che induce maggiore preoccupazione: c’è il rischio concreto di un utilizzo generalizzato di tali pratiche, sostitutivo rispetto ad approcci clinici di comprovata efficacia. Si tratta di orientamenti da contrastare con ogni forza. Ma al fine di sviluppare una seria ed equilibrata coscienza critica, il primo passaggio dev’essere la conoscenza approfondita del tema, la comparazione delle esperienze altrui e degli eventuali studi presenti in letteratura. E’ la base dell’unico metodo d’analisi universale ed incontrovertibile che conosciamo: il metodo scientifico. Per questo abbiamo programmato l’incontro: per comprendere e studiare un fenomeno di fronte al quale un Istituto che fa della ricerca la propria ragion d’essere come IRST, deve avere una chiara posizione. Esistono Istituti dove tali discipline sono da tempo oggetto di studio e pratica, basti citare il Servizio di Medicina Integrativa del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York – probabilmente il punto di riferimento più importante al mondo in campo oncologico. Percorrendo il loro esempio – di fronte a tali sollecitazioni, alle richieste dei pazienti e all’interesse comunque presente della comunità scientifica – nostra intenzione è quella di appurare, sotto la lente della ricerca, quanto in ambito esclusivamente palliativo e di sollievo psicologico, tali approcci possano essere d’aiuto. Solo qualora l’efficacia di tali approcci venga validata, potremmo pensare di strutturare percorsi paralleli, affatto sostitutivi, a quelli terapeutico-clinici. Ringrazio chi ha voluto condividere le proprie perplessità e dubbi perché sono queste preziose occasioni per approfondire temi davvero importanti di sanità pubblica. La nostra speranza non è, pertanto, solo quella di aver risposto ai dubbi, ma di poter dar vita a un dibattito pubblico che porti la scienza, il suo metodo e la ricerca davvero al centro.”

È vero allo Sloan Kettering CC di New York si usa l’agopuntura, l’ipnosi e il metodo Reiki. Ma solo quelle, e la pagina che le spiega è molto chiara in merito.

Da nessuna parte si parla di CristalloTerapia, FloriTerapia, Antiginnastica e tutta l’altra fuffa sfruttata dai signori che han parlato al convegno. Usare come difesa il fatto che altri usino queste terapie non convenzionali senza specificare quali e come resta comunque fare pseudomedicina, e spingere ancor di più i pazienti ad avere poca fiducia nella scienza, non comprenderlo per me è uTonto, tanto quanto chi condivide le bufale del senatore Cirenga.

Michelangelo Coltelli, aka maicolengel at butac punto it

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