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Ma le rondini non si erano estinte?

Una assolata domenica di Luglio mi ha portato a navigare in rete protetto dall’aria condizionata di casa. A volte mi piace perdermi nei commenti sui social, senza nemmeno guardare cosa stanno commentando e chi sono i commentatori, non è importante. Ecco oggi il caldo e la pigrizia mi hanno portato a leggere tantissimo, senza produrre alcunché. Le notizie da sbufalare erano troppo deprimenti per una giornata con un sole così bello. E il mio umore dopo i tragici fatti di questa settimana è già abbastanza sotto al suola delle scarpe. Così ho passato il pomeriggio annoiato, saltando da un commento all’altro, fino a che uno in particolare mi ha incuriosito.

Parlando di scie chimiche qualcuno citava il fatto che ormai le rondini si fossero estinte nel vecchio continente. Non so perché ma la cosa mi ha incuriosito (in realtà lo so, ma ve lo dico alla fine il perché). Davvero le rondini si stanno estinguendo? Io son sicuro di vederne ogni anno, ma la mia percezione non è sufficiente a dare una stima se siano in calo o meno. Quindi da “verificatore di fatti” mi sono lanciato alla ricerca, ero curioso di avere una risposta al quesito. Purtroppo un vero dato non l’ho trovato, ma la ricerca mi ha portato a fare curiose scoperte.

Le rondini sono sempre il 40% in meno

La mia ricerca ha cercato di trovare dati del passato sulle rondini, per capire se ci fossero numeri su cui basarsi. E il primo vecchio articolo che mi è saltato fuori è pubblicato su ADNKronos, datato 26 settembre 1996, poco meno di vent’anni fa.

RONDINI: TRA 20 ANNI SARANNO ESTINTE
LIPU, IN EUROPA 40 PC DI PRESENZE IN MENO

Roma, 26 set. (Adnkronos)- Rondini addio. In poco piu’ di 20 anni questi uccelli scompariranno dall’Italia e dall’Europa. La denuncia arriva dalla Lipu, l’associazione italiana per la protezione degli uccelli, che quest’anno ha visto confermare il calo del 40 per cento delle presenze di rondini in tutto il vecchio continente. Tra le cause del rischio di estinzione delle rondini per la Lipu ci sono l’uso sconsiderato dei pesticidi, l’industrializzazione degli allevamenti e l’espandersi delle coltivazioni intensive nell’agricoltura.

Poi si passa ad un articolo pubblicato su LifeGate, del 29 agosto 2003:

Purtroppo, secondo un recentissimo studio del “Birdlife International” di cui la LIPU è rappresentante in Italia, il numero delle rondini in Europa è diminuito negli ultimi 20 anni dal 40 al al 60%.Fra le cause di questa drastica riduzione ci sono l’utilizzo di nuove tecniche agricole e zootecniche che, per garantire maggiore produttività ed igiene, hanno ridotto le aree nidificabili e sterminato alcuni insetti di cui le rondini si nutrono abitualmente… Spesso le leggi di mercato sembrano più forti dell’impegno dei singoli, ma pensare che fra 20 anni le rondini potrebbero sparire dai detti popolari e dai disegni dei nostri figli o nipoti è veramente deprimente.

Poi su un blog più scientifico (vialetta.net) ho trovato un articolo che perlomeno mi regala un indizio più serio (il 6 marzo 2005) :

Purtroppo, come molte altre specie animali e vegetali, la rondine ha risentito notevolmente dell’inquinamento e dell’agricoltura intensiva. Uno studio realizzato da “BirdLife International” ha stimato che la popolazione europea di rondini si è ridotta del 40% tra il 1970 ed il 1990.

Quindi lo studio “recentissimo” citato da LifeGate nel 2003 è uno studio che si è concluso all’inizio degli anni Novanta, c’è qualcosa che non va. Andiamo avanti nelle ricerca. Trovo una scheda dedicata alle rondini e redatta il 3 dicembre 2009, parla di diminuzione del numero delle stesse, ma senza citare numeri:

Le rondini comuni sono classificate nella Red list dell’IUNC tra gli animali a basso rischio di estinzione,LEAST CONCERN (LC) in considerazione della vastità del loro habitat anche se si sta osservando un calo nella densità della popolazione (dovuto al sempre maggiore incremento della coltivazione intensiva quindi all’uso sempre più massiccio di pesticidi che comportano la scomparsa degli insetti, suoi principali alimento) però non sufficiente a classificarle tra le specie che corrono rischi imminenti di estinzione in natura.

Nel 2010 sul Secolo XIX troviamo l’affranto:

Rondini addio, questa è l’era dei gabbiani

«È vero che i gabbiani sono aumentati, come è vero che sono diminuite le rondini (ma non i rondoni). Erano molte fino a una ventina di anni fa, ma sono state sterminate da una malattia. Ma i gabbiani non sono pericolosi, non attaccano l’uomo. Per difendere i piccoli possono fare la parata, simulare l’attaccano, starnazzando, ma non beccano mai»…E il declino delle rondini a cosa è dovuto? «Basta che mangino insetti contaminati da pesticidi – spiega l’ornitologo Marco Gustin, responsabile specie alla Lipu – Comunque la Liguria non è il loro habitat ideale, perché trovano poco cibo. Vivono meglio dove ci sono le grandi aziende agricole, gli allevamenti di animali, come la Pianura Padana. Ma finché le porte delle stalle e dei magazzini venivano tenute aperte trovavano cibo in abbondanza. Da quando hanno chiuso i battenti e sono cambiate le colture (più mais e frumento e meno prati con erbe diverse per il fieno) e a causa dell’uso massiccio di pesticidi, è diventato problematico vivere anche in pianura».

Nel 2011 il sito GaiaItalia dedicato all’ambiente e alla terra in un comunicato stampa dedicato alla primavera e ai nidi di rondini ci fa sapere che:

Divieto di ristrutturazioni edilizie fino al 15 settembre, nel caso in cui comportino la rimozione di nidi di rondine, ma anche divieto di raccoglierne le uova e un invito agli agricoltori ad utilizzare in modo attento ed oculato i prodotti chimici. Sono queste alcune delle misure adottate dal Comune di Rozzano, nel milanese, per tutelare rondoni, balestrucci e soprattutto rondini che in Italia, secondo i dati resi noti dall’Unione Europea, sono diminuite del 20% negli ultimi 20 anni.

E arriviamo al 2015, così il sito EarthDay dedicato all’ambiente:

In passato dovevamo attenderne, forse, un centinaio per poter dire che l’inverno fosse davvero finito; oggi dobbiamo accontentarci di sessanta. Secondo le stime infatti le rondini sono in continuo calo in Europa, e nell’ultimo decennio sono diminuite del 40%. Il simpatico pennuto, che pur pesando pochi grammi si imbarca due volte ogni anno in una lunga e pericolosa migrazione, attraversando il mare e il deserto, per raggiungere le distese africane più calde e ricche di cibo, trova sempre più difficoltà a tornare nel nostro continente…L’allarme è stato lanciato dal Corpo Forestale dello Stato e dalla Lega italiana protezione uccelli (Lipu), che hanno presentato alla Reggia di Caserta la “Operazione Rondò”.

E anche Repubblica riporta le stesse identiche informazioni:

SE QUEST’ANNO NON vedete volare le rondini, non significa che la primavera non sia arrivata. Se quest’anno non vedete volare le rondini è perché nell’ultimo decennio in europa (sic) ce ne sono il 40% in meno.

Quindi, ricapitolando, dal 1996 ad oggi secondo i giornali ogni dieci anni si è visto un calo delle rondini in Europa (e in Italia) di circa il 40%. Oggi quindi partendo dal dato iniziale del 1990 le rondini dovrebbero essere rarissime, io ne vedo, ma molti dicono che la Pianura Padana è un caso a parte perché ha molte caratteristiche ancora ottimali per il pennuto.

Ma non esistono dati verificabili?

Sì, esistono, aggiornati al 2010. L’Italia purtroppo è presente solo dal 2000 nelle statistiche, ma si vede dal grafico qui sotto come è andata in Europa dal 1980 al 2010.

rondineinitalia19802010

L’evidenza riporta di come su tutto il territorio europeo in trent’anni ci sia stato un calo del 18% di rondini. In trent’anni. Non il 40% ogni dieci anni. L’Italia nei dieci anni che la riguardano ha visto un calo del 25%, che è tanto, ma sempre meno del 40%. Sia chiaro, la rondine rustica, pur non essendo in pericolo attuale, sono anni che è “quasi minacciata”, il suo stato di conservazione nel nostro territorio è considerato cattivo, ma i numeri sono decisamente diversi da quelli che la stampa ci passa da vent’anni.

È molto importante evidenziare che:

Nel passato ha subito un drastico decremento dal quale non si è ancora ripresa; al momento è in declino in gran parte dei paesi dell’Europa centrale (BirdLife International, 2004). L’Italia svolge un ruolo chiave per la specie a livello continentale, ospitando diverse popolazioni di rondini che sostano nel nostro paese sia durante la migrazione autunnale verso l’Africa per prepararsi a superare il Mar Mediterraneo e il deserto del Sahara, sia in primavera per riposarsi, dopo averli oltrepassati, prima di ripartire verso nord. La conservazione in Italia delle aree umide idonee alla specie durante le fasi migratorie è un elemento chiave per la conservazione della Rondine in tutta Europa. 

Per concludere

La mia ricerca non ha dato grandi esiti, se non che la rondine non è in pericolo d’estinzione; quella Europea però ha subito una repentina crescita decrescita a cavallo dei primi anni Novanta da cui non si è più ripresa, non ho trovato documentazione sul come mai di quel picco che dal 1988 al 1991 veda la popolazione delle rondini quasi raddoppiare, per poi tornare ai livelli precedenti in tre anni. Importantissime sono le regole che andrebbero adottate sul nostro territorio per contribuire alla ripopolazione della specie stando attenti alle cose da NON fare:

Durante la nidificazione, la Rondine è minacciata da una non attenta ristrutturazione degli edifici in ambienti agricoli, dalla riduzione del bestiame, dalla distruzione diretta dei nidi all’interno dei locali rurali, dall’uso dei pesticidi. Al di fuori del periodo riproduttivo, durante le fasi pre e post-migratoria, la Rondine è minacciata dalla bonifica di aree umide, distruzione dei canneti e uso di pesticidi.

Io comprendo bene che sia importante difendere l’ambiente e gli animali, ma nel farlo perché usare l’imprecisione? Fa sicuramente più colpo sul lettore finale ma chi, pedante come me, cerca di verificare i dati alla fine dei conti si trova davanti la conferma che non ci si può fidare, mai.

 

2 Comments
  1. Alberto Tamietti 2 anni ago

    Articolo abbastanza corretto del punto di vista scientifico e ornitologico ma la foto di apertura riguarda una colonia di balestrucci (Delichion urbicum) cugini delle rondini ma di abitudini decisamente più cittadine.

    • butacmag-01 2 anni ago

      Acc mea culpa, che cercando online immagini di libero uso ho trovato quella descritta come “nidi di rondini”, provvedo a cambiarla, sperando di prenderci!

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