Il contraddittorio non necessario

Non è sempre necessario esprimere due versioni di una storia, due voci in contrasto fra loro…

Il 6 settembre 2016, a seguito dei due decessi causati da pseudocure di cui ancora si sta parlando on e offline, l’edizione di Bologna del Resto del Carlino dedica due intere pagine alla medicina, una con un’intervista a medici che bollano le teorie di Hamer come fuffa intrattabile, l’altra invece con un’intervista, sempre ad un medico,  diametralmente opposta:

Cancro, dottoressa seguace di Hamer: “Traumi irrisolti alla base del male”

Si tratta di un grave errore, da cui nasce e si sviluppa lo pseudogiornalismo.

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Sì, perché dando più o meno lo stesso spazio alle due correnti si lascia intendere al lettore che ci sia come una “spaccatura” nel mondo medico. Quando in realtà non è così.

Nessuna spaccatura tra medici

Se avessero dovuto fare le cose come si deve, alla Nuova Medicina Germanica avrebbero dovuto dedicare mezza riga, dicendo solo che è fuffa, e per il resto avrebbero dovuto lasciare parlare i medici, quelli che non propagandano la fuffa.

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E invece lo spazio viene lasciato, fin troppo ampio, spazio usato dalla dottoressa intervistata per rilasciare dichiarazioni di questo genere:

Quando parla ai pazienti della nuova medicina di Hamer dice che questa può aiutarli a guarire?

“A guarire non lo dico mai, perché non lo sappiamo né io, né la persona. Però, già sapere da dove viene il male ti aiuta a capire in che fase sei”.

Se arriva da lei un paziente che dice di non voler fare la chemioterapia, cosa dice?

“Sulla chemioterapia Hamer è molto selettivo, dice che non va fatta. Io non sono così selettiva. Ho visto che per alcune persone è una necessità, perché altrimenti non si sentono curate”.

Ordine dei Medici (di Bologna), dove sei?

Abbiamo seriamente intenzione di continuare su questa strada? Purtroppo sappiamo bene che all’interno dell’Ordine ci sono svariati sostenitori della fuffa, abbiamo visto convegni ospitare chi parla di Metodo di Bella e omeopatia, non ci stupiamo più di niente. Io, onestamente, ogni soggetto che nei prossimi due anni morirà per aver seguito cure come quella di Hamer, lo riterrò morto non solo per colpa di pessimi consigli medici, ma anche di Ordini come quello di Bologna e di giornalisti poco corretti.

Anche perché lo pseudogiornalismo quotidiano non si limita a questo articolo. Nell’edizione nazionale sempre riferendosi ai due morti della settimana scorsa si intervista un altro medico, che alla domanda:

Dottore, che cosa s’intende per terapie non convenzionali? Non è chiaro a tutti.

risponde:

Ad esempio omeopatia ed agopuntura che hanno una loro evidenza per quanto riguarda la cura di patologie lievi o di supporto a quelle gravi.

Evidenze?

A me piacerebbe che il medico  intervistato dal Carlino portasse prove di queste evidenze. Prove significano cartelle cliniche che dimostrino DATI ALLA MANO che grazie all’omeopatia o all’agopuntura qualcuno si è curato. Curato, ovvero la “terapia” usata è stata la cura. Non qualcuno col raffreddore che dopo sette giorni dice che per merito di omeopatia o agopuntura gli è passato.

Quella non è un’evidenza, ma solo FUFFA.

Come raccomandano sempre gli amici del CICAP:

#ChiediLeProve!

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa il direttore del Carlino dei suoi giornalisti, ma mentre ci si è scannati per le tre atlete cicciottelle, mi sa che anche stavolta rimarrò senza alcuna risposta. Sia chiaro, nel secondo caso la colpa non è del giornalista o della redazione, anche se avrebbero potuto chieder conto delle “evidenze”. La colpa è della leggerezza del medico, che a mio avviso dovrebbe fare un serio corso di aggiornamento in merito all’omeopatia. Smettetela di dire che si hanno evidenze quando non esiste uno studio che lo provi, vi rendete ridicoli e fate sì che la gente perda fiducia in voi. Il medico magari meriterebbe un sano rimprovero dall’Ordine di appartenenza, ma anche quello non credo arriverà mai.

In compenso dalla lettura di questi articoli scopro una cosa nuova.

Il portale antibufale mediche

Il Fnomceo comunica di essere al lavoro su un portale antibufale mediche, dovrebbe chiamarsi Attenti Alle Bufale (esiste già un sito che si chiama così, ed è dal 2014 che non viene aggiornato).

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Tastiera mouse e monitor conversano con l’utente: Senti abbiamo parlato tra di noi, e tutti pensiamo che sia ora che aggiorni il blog!

Sono davvero curioso di vedere il progetto partire, se sarà benfatto sarà una gioia per noi che lottiamo contro i mulini a vento da un po’, a partire dal sempre smagliante MedBunker che affronta la disinformazione medica, per passione e per professione, da anni. Noi sono solo quattro anni che scriviamo e segnaliamo all’ordine quando necessario, uno che partecipiamo da fondatori con medici e Istituto Superiore di Sanità al progetto TeamVaxItalia.

Mi viene da pensare: non era forse il caso chiedere una consulenza a chi le bufale le demistifica online da tempo?Perché nel comunicato non sembra esserci nessuna collaborazione con debunker italiani.

Abbiamo tanti ottimi colleghi blogger e divulgatori, tra cui appunto anche qualche medico, ci piacerebbe sapere se al FNOMCEO sanno di cosa stanno parlando e con chi lo stanno facendo, visto che fino a oggi sembrano aver del tutto ignorato ogni segnalazione al riguardo. Perlomeno sarebbe interessante sapere della consulenza di chi si stanno avvalendo. Sarebbe bello ci fosse almeno un vero demistificatore italiano nella squadra!

Speriamo non sia l’ennesimo buco nero dove svaniscono fondi pubblici, magari investiti con tutte le buone intenzioni, ma senza le competenze web e la passione necessarie.

Avevamo già parlato della necessità per i giornalisti di imparare quando serve il contraddittorio e quando è solo dannoso, ma nelle redazioni non ci legge proprio nessuno. Avevamo già evidenziato giornalisti del Carlino poco scrupolosi nel fare il proprio lavoro, ma anche qui nessuno ci degna d’attenzione.

L’amico dottor Marco Delli Zotti, su StradeOnline, ha espresso la sua opinione da me condivisa sui decessi della settimana scorsa.

maicolengel at butac punto it

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