Dove eravamo rimasti: il gender all’asilo!

No, non è ricominciata a girare la storia del gender all’asilo, ma a distanza di ormai due anni dalla prima apparizione virale di queste sciocchezze vorrei che facessimo un momento il punto della situazione.

Per chi si fosse svegliato ieri dopo un sonno durato qualche anno facciamo un piccolo ripasso.

Quando Butac ha aperto i battenti nel 2013 la disinformazione di parte sulle “teorie gender” era agli albori, solo timide testate complottare la sfruttavano al meglio, ad esempio LoSai, che titolava:

“IL ROYAL BABY È MASCHIO” NON SI PUÒ DIRE, ALMENO SECONDO GAY E TRANS

Si trattava di fuffa, da me trattata in maniera abbastanza semplicistica, credevo fosse qualche rigurgito omofobico da un sito che difende i valori della cultura cattolica, nulla di più. Non prevedevo quello che ci aspettava: sull’onda della fuffa di LoSai, sarebbero arrivati in tanti a parlare dell’argomento, uno più fazioso dell’altro.

A novembre 2013 Libero inizia a far sentire la sua voce sui corsi gender:

Corsi di masturbazione a 4 anni?

Prima testa d’ariete per sfondare nei confronti del grande pubblico uTonto, chi vuoi che non creda alle parole di Libero, se è scritto sul giornale sarà vero, no? No, ma a poco serve spiegare alla gente queste cose, se non racconti loro quel che vogliono sentirsi dire faranno sempre orecchie da mercante. Noi ci avevamo provato fin da subito a bloccare questa robaccia sul nascere. Purtroppo senza alcun successo.

E difatti arriviamo nel 2014, a febbraio. Un articolo esce così:

Cagliari, alle elementari s’insegnerà ad essere trans

La fonte della notizia era VoxNews, che partendo da questo comunicato stampa:

La scuola dell’obbligo ha compiti educativi e formativi fondamentali per lo sviluppo e la crescita dei bambini e delle bambine e svolge funzioni di interazione, socializzazione e coinvolgimento, indispensabili per il raggiungimento di una piena consapevolezza della propria identità e del proprio ruolo di cittadini e cittadine.

La Commissione Pari Opportunità intende promuovere i principi di parità, non discriminazione e pari opportunità, programmare ed attuare azioni positive che sviluppino percorsi culturali e istituzionali per l’abbattimento degli stereotipi di genere, valorizzare le differenze nei loro significati positivi e la corretta interpretazione dell’uguaglianza tra i sessi.

Aveva deciso che alle elementari sarebbe stato introdotto un corso gender. Erano i precursori, a breve sarebbero arrivate tante testate nazionali più grosse a parlare della questione. Era ancora una volta fuffa, buttata in pasto al pubblico caprone per indignare e magari raccattare qualche voto, si fa così oggi, a poco servono i programmi politici, buona parte dei voti arrivano per merito di articoli di questo tipo.

A maggio 2014 Il Ninth ci regala un articolo delicatissimo che racconta una storia toccante, purtroppo il suo articolo nasce in risposta alla fuffa che Libero Quotidiano aveva pubblicato riprendendola dal Daily Mail (e pur copiando da una testata di così basso livello erano riusciti comunque ad inserire nel pezzo italiano altra fuffa). Si parla di un bambino che si sente bambina e che con l’aiuto dei genitori cerca da anni di trovare la propria identità. Libero sostiene che sia stato operato, il Daily Mail spiega chiaramente che non è così. Ma siamo ancora agli albori degli articoli anti gender.

A novembre 2014 su Tempi viene pubblicato un articolo che mira all’indignazione:

Germania. «Lo scandalo gigantesco» dei genitori «incarcerati fino a 40 giorni» perché i figli non partecipano ai corsi gender

Noi ce ne siamo occupati con un articolo su Butac, spiegavamo bene la situazione, era semplice, nessun “corso gender” ma semplice e normalissima educazione sessuale:

Qualsiasi genitore che tiene a casa il figlio da scuola può venire denunciato dalla scuola, e lo Stato tedesco può sanzionarlo. I coniugi Martens sono membri di un gruppo estremista cattolico, ovvero lo “Organische Christus-Generation”; il gruppo è CONTRARIO al mantenimento dell’educazione sessuale nelle scuole. I due hanno continuato a non mandare la figlia a scuola e alla seconda ora di assenza ingiustificata – in qualsiasi materia – la scuola può denunciare: 100 € + 50 di sanzione. Una multa, nulla di più, ma i Martens hanno scelto di non pagare il totale provando ogni strada possibile, arrivando perfino al medico compiacente che giustificasse i loro figli (ne hanno OTTO!). Una volta scoperto il falso, i coniugi sono stati nuovamente denunciati e lo Stato è intervenuto, obbligando il signor Martens a una giornata di detenzione.

Credevamo la storia finisse lì, ma eravamo degli stolti, avremmo passato un 2015 di fuoco.

Si comincia a marzo 2015:

Immigrati in cattedra e lezioni porno negli asili

Due piccioni con una fava, in un unico articolo si attaccano sia gli immigrati sia i corsi gender. Cosa desiderare di più dalla vita?

Da lì abbiamo visto Sentinelle in Piedi, corsi gender per tutti i gusti, persino cartelloni stradali che mettevano in guardia dall’ideologia gender. Di tutto e di più pur di preservare i giovani virgulti italiani. Per mesi sui giornali almeno una volta alla settimana si mettevano in guardia i genitori, si spiegava che i gay stavano invadendo le nostre scuole, lo si faceva sia con notizie inventate che con notizie manipolate, tanto nessuno in Italia viene punito per aver detto una bugia, neppure se la pubblica su un giornale.

Abbiamo passato l’estate 2015 convinti che alla riapertura delle scuole si sarebbero visti corsi di pugnette e travestimenti fin dall’asilo. Avete letto molti titoloni in quest’anno scolastico che ne facessero menzione? Non direi. Quindi a distanza di un anno possiamo dire con certezza che tutto l’allarmismo gender che veniva lanciato da testate come Vox, Libero, Tempi, il Giornale, LoSai, InformareXResistere e compagnia bella erano BUFALE!

Sia chiaro, le linee guida per la scuola e l’educazione alla tolleranza e alle differenze di genere non sono bufale, ma si tratta di “lezioni” ben diverse da quanto le testate di cui sopra abbiano voluto farvi credere per un’estate intera.

A distanza di un anno vedo ancora a volte qualche demente parlarne, per lo più politici bigotti che hanno capito che sull’argomento troveranno sempre indignati pronti ad ascoltarli, ma passato questo lasso di tempo mi piacerebbe che pensaste a quante lezioni di “pugnette” hanno dovuto subire i vostri bimbi all’asilo, e che magari il prossimo che sostenesse queste idiozie lo mandaste a quel paese.

Per tutti quelli che avessero bisogno di un ripasso sui corsi gender all’asilo, qui una lista di articoli che sono stati scritti su Butac l’anno scorso e che trattano ogni aspetto della questione:

Questi articoli sono valsi svariate segnalazioni della pagina Facebook di Butac che richiedevano la chiusura del nostro piccolo spazio social, e lo stesso vale per il blog, perché per questa gentaglia che fa leva sull’indignazione l’unico sistema di far valere la propria voce è zittire quella degli altri, in ogni modo possibile. Altro che democrazia, per alcuni siamo in dittatura, e non vedo la luce in fondo al tunnel.

maicolengel at butac punto it

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1 Comment
  1. […] e proprie bufale (come quella della masturbazione insegnata ai bambini). Consiglio la lettura di questo articolo di Butac per un riassunto sull’idiozia di queste […]

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