Ora illegale

Alla soglia dell’ennesimo spostamento delle lancette dell’orologio, stavolta per ritornare dall’ora legale a quella solare, la domanda che ci poniamo è quantomai più che caldamente sentita: l’ora legale è davvero utile oppure il gioco non vale la candela?

L’idea è più vecchia di quanto molti potrebbero pensare: già Benjamin Franklin la ipotizzò nel 1784, ma solo nel 1916, per contenere le spese militari a seguito della Grande Guerra, il Regno Unito per primo la introdusse, innescando poi una sorta di reazione a cascata in molti altri paesi, compresa l’Italia che la adottò e la abolì a fasi alterne sino al 1965, anno in cui divenne legge.

Quello che da allora a oggi è significativamente cambiato per tre volte è la durata dell’orario estivo: il primo prevedeva circa quattro mesi, cioè andava dall’ultima domenica di maggio all’ultima di settembre. Dal 1981 si aumentò a sei mesi, cioè dall’ultima domenica di marzo all’ultima settembre, mentre dal 1996 si hanno sette mesi, cioè dall’ultima domenica di marzo all’ultima di ottobre.

I benefici sono noti a tutti e facilmente comprensibili: sfruttare le prime ore di luce estiva mattutina per risparmiare sull’illuminazione elettrica. Va precisato peraltro che storicamente i contadini hanno sempre adottato una loro particolare “ora legale” alzandosi per il lavoro in base al sorgere del sole: una volta l’unica fonte d’illuminazione, fuoco a parte, era la nostra stella, ed era quindi con i suoi orari di alba e tramonto che andava pianificata la giornata lavorativa.

Negli anni Sessanta il risparmio in bolletta per gli italiani fu certamente consistente, poiché quello che influiva prevalentemente sui consumi elettrici era l’illuminazione domestica, e solo marginalmente i consumi derivanti dai pochissimi elettrodomestici diffusi nelle case: il frigorifero era quasi ovunque, ma non la lavatrice e la televisione. Chi non aveva la stufa a legna poteva contare sullo scaldabagno, ma a parte ciò non vi erano altri dispositivi importanti che incidessero in bolletta: persino la lucidatrice o l’asciugacapelli, per chi li aveva, comportando un loro uso saltuario e limitato, erano economicamente ininfluenti.

Quanto potesse quindi incidere l’illuminazione sui costi non è ovviamente calcolabile per mancanza di dati esatti, ma si può verosimilmente presupporre una quota puramente indicativa del 30-60%, tenendo conto che ogni ambiente domestico era illuminato con lampadine tradizionali ad incandescenza da 40-60 watt.

Oggi la situazione è completamente cambiata. Con le nuove lampadine, prima elettroniche e poi a led, i consumi per l’illuminazione sono drasticamente precipitati: un ambiente può essere ben illuminato con soli 5-8 watt. Ma al contrario sono gli elettrodomestici (e non solo) ad avere impennato la bolletta energetica: lavatrici, lavastoviglie, forni elettrici, condizionatori, stufette aggiuntive da bagno, computer desktop, router ADSL collegati 24h, frigoriferi e congelatori aggiuntivi, sono tutti utilizzatori che non influiscono sui risparmi garantiti dall’adozione dell’ora legale.risparmio2

Ovviamente anche in questo caso è impossibile fare i conti esatti, ma possiamo azzardare che la percentuale elettrica della componente illuminazione oggi sia verosimilmente un 5-20%. Diventa evidente quindi come un’ora di luce in più al giorno per sette mesi potrà far risparmiare in un anno forse qualche decina di euro. I dati parlano chiaro, pur se riferiti al periodo 2004-2015, e vedono la percentuale di energia elettrica risparmiata grazie all’ora legale in progressivo calo. (Fonte Wikipedia e Terna)

Ma quali problemi può comportare il cambio delle abitudini giornaliere anche se di solo un’ora? I più abitudinari e regolari negli orari possono lamentare alterazioni legate al ciclo sonno-veglia anche se personalmente io me la cavo con molto meno, subendo solo la noia di riprogrammare tutti gli orologi di casa che non hanno l’aggiornamento satellitare.

Naturalmente, come è facile immaginare, anche questo argomento è diventato oggetto di pseudo giornalismo, volgarmente detto giornalettismo da web in cui si danno notizie distorte e tendenziose come per esempio che con l’ora solare si dorme un’ora di più oppure che si è tendenzialmente più a rischio irritabilità, stanchezza e concentrazione: se mai è la notte che è più lunga di un’ora. E anche ammesso che davvero si dormisse un’ora in più, sarebbe vero l’esatto contrario: più si riposa e meno stanchi e nervosi si è. Potete quindi evitare tranquillamente anche la consigliata dieta disintossicante (totalmente inutile: disintossicarsi da cosa?), quella antiossidante (sempre utile, certo, ma tutto l’anno e non solo a fine ottobre) e quella a basso contenuto di the, caffè e alcolici (anch’essa utile sempre). Così come consumare più frutta/verdura e meno cibo in scatola/piccante è una buona regola da seguire sempre, non solo in prossimità dei cambi d’orario. E infine va da sé che la regola migliore è stare ben alla larga da chi scrive frivole sciocchezze su web.

Il Codacons chiede da tempo di abolire il doppio orario mantenendo sempre quello estivo, ma questo comporterebbe sempre l’alba un’ora dopo, causando in inverno maggiori consumi d’illuminazione al mattino. Tuttavia garantirebbe un risparmio certamente maggiore rispetto al mantenere permanentemente l’ora solare, cancellando cioè quella legale. Come dire: tra i due mali scegliamo come fissa l’ora legale piuttosto che quella solare anche se va da sé che la scelta più economica è l’attuale. Ma se cancellare l’ora legale ci farebbe spendere qualche decina di euro in più all’anno, quando ci costerebbe, a confronto, adottarla tutto l’anno? Certamente una cifra ancora minore! Vale dunque la pena mantenere lo status attuale per risparmiare all’anno l’equivalente di pizza e birra per due (o anche tre) persone? A detta dei paesi che non adottano più l’ora legale, sì. (Fonte Wikipedia)

oralegale

A questo punto tanto varrebbe riassegnare i fusi orari e collocare l’Italia ed eventuali altri paesi a +2 GMT, togliendo definitivamente orari legali e solari: l’orario sarebbe finalmente unico. Chissà cosa ne penserebbero gli inglesi di passare a +1 GMT ? Considerato l’orgoglio di bandiera con il quale sventolano il loro meridiano zero di Greenwich, che fa da riferimento agli orari di tutto il mondo, nessuno crede che una proposta simile potrà mai passare.

È sempre del Codacons, infine, una ricerca nazionale che vede i fautori e i contrari all’ora legale equamente ripartiti: 50% per parte. Chissà se ci potranno mai essere gli estremi per un referendum, magari accorpandolo a qualche altro di prossima indizione: dopotutto siamo stati chiamati a dire sì o no per questioni tecniche ben più lontane dai quotidiani interessi e abitudini medie dei comuni cittadini.

Nell’attesa cambiamo orario: chi si ferma è perduto, pardon, arriva al lavoro un’ora prima.

Lola Fox

stonhenge

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon! Può bastare anche il costo di un caffè!

0 Comments

Leave a reply

Contattataci

Avete un argomento di cui vorreste parlassimo? Volete farci sapere cosa ne pensate del Magazine?

Sending

2018 BUTACmag un magazine dedicato alla divulgazione della corretta informazione scientifica e non.

Disclaimer: Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge N°62 del 07/03/2001. Alcune immagini sono tratte da internet, ma se il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione. L'autore dichiara di non essere responsabile dei commenti lasciati nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze, il cui contenuto fosse ritenuto non idoneo alla pubblicazione verranno rimossi.
or

Log in with your credentials

Forgot your details?