Una piccola vittoria

Su Butac sono ormai anni che ci troviamo di fronte alle notizie copia e incolla da “comunicato stampa”.

Sono tante, le si trova sul cartaceo delle testate nazionali, sul web, persino in qualche telegiornale in prime time. Molte sono notizie plausibili, di quelle che tante testate usano come riempitivo, saranno finte, saranno vere? Chi lo sa? La redazione ha ritenuto bene di pubblicarle, a te lettore viene lasciato il compito di giudicarle.

Le notizie riempipagina

Ammetto, prima di iniziare a bloggare mai mi sarei posto il dubbio, le ritenevo semplici riempitivi, i miei occhi scivolavano sopra ai titoli sensazionalistici, passavano al titolo seguente senza soffermarmi sui testi, senza leggere nulla. Ma chi ha tanto tempo libero il giornale lo legge tutto, e spesso dà per scontato che quanto viene riportato su una testata dal nome blasonato sia verificato. Un conto sono le opinioni personali, un conto sono i fatti.

Io cittadino Mario Rossi chiamo la redazione di una testata e dico che mio nonno novantasettenne mentre correva il Giro d’Italia ha avuto un infortunio al tendine senza ricevere adeguati soccorsi, pertanto ho fatto causa alla Gazzetta che sponsorizza il Giro, visto che senza soccorsi il nonno non ha completato la tappa. Un’associazione legale mi ha seguito nella denuncia. È grazie a loro che mi aspetto di ricevere centomila euro di risarcimento.

Non mi aspetto che ci credano, mi aspetto che verifichino, chiamino gli organizzatori, magari verifichino l’iscrizione del nonno al Giro, e magari facciano una veloce verifica sul web prima di pubblicare la vicenda.

Spesso in pochissimi minuti si è in grado di trovare un’infinità di informazioni che, anche di fronte a prove presentate dal cittadino Mario Rossi, mostrano chi ci sia in realtà dietro la diffusione della notizia: chi è l’associazione citata, chi la gestisce e quante altre volte ha fatto pubblicare notizie false. Un caso su tutti è AIDAA, che tanti nostri lettori conoscono bene. Anche la protagonista de Il Punto di questa settimana, Agitalia (Agenzia per la Giustizia in Italia), con cadenza regolare manda notizie facsimile in giro per l’Italia esattamente come fa AIDAA da anni. Le pubblicano tutti, dal nord al sud, evidentemente si fidano del marchio. Purtroppo Agitalia è una fonte di notizie fuffa, che sfrutta la fame di news delle testate per farsi pubblicità gratuita. Mi sono chiesto più volte se il loro messaggio in realtà non sia una critica al sistema stesso che permette di veder pubblicata qualsiasi panzana, ma al mio tentativo di contatto con Giacinto Canzona, uomo dietro al marchio Agitalia, non ho mai ricevuto risposta.

Una piccola soddisfazione è stata notare che Agitalia negli ultimi giorni è stata protagonista di svariati articoli, ultimo fra tutti sarebbe stato questo, diventato virale in pochissimo tempo:

285

Trova 285 milioni di lire in un muro, la banca: “Non si possono cambiare”

La notizia è rimasta online poche ore, molte delle testate che la stavano facendo girare l’hanno cancellata dagli archivi.

Io credo che sia merito vostro, so che le redazioni non fanno la benché minima verifica, ho parlato con giornalisti che ritengono come fonte sufficiente quella che ha dato loro il gancio. E ci cascano in pieno, ogni volta. Di fronte a interviste con soggetti, scansioni di documenti, foto di bottini, ci si casca. E sono articoli ghiotti per chi parla a un certo target di pubblico, esattamente come quelli che denunciano quello che il target giudica un sopruso. Indignare vende, lo sanno le redazioni e lo sanno i bufalari che inviano i comunicati stampa.

Ma stavolta, forse, qualcosa si è mosso.

La regola migliore per tutti i giornalisti in ascolto sarebbe sempre di partire da scettici, non limitarsi a un’unica fonte ma verificare con almeno uno degli altri soggetti coinvolti, per vedere se almeno sussistono i fatti e ascoltare diverse versioni. Ma se la fretta e la pigrizia la fanno da padrone, allora tanto vale crearsi delle liste nere, con nomi che una volta citati portino automaticamente la “notizia” al cestino dal capo redazione.

Quello che lascia un filo allibiti è che è noto che ci sia Canzona dietro ad Agitalia, e cercando Canzona su un motore di ricerca qualsiasi si trova tra le altre informazioni anche un’interrogazione al Ministro di Giustizia, del 30 Luglio 2015, partita dall’onorevole Giorgio Pagliari, docente ordinario di Diritto amministrativo all’Università di Parma. Interrogazione che a tutt’oggi non ha ricevuto risposta. @AndreaOrlandosp sarebbe interessante sapere cosa ne pensa.

Cari giornalisti, care redazioni, che sia Agitalia, AIDAA, Giacinto Canzona, Lorenzo Croce poco importa: hanno tutti dimostrato ampiamente che la maggioranza di quello che vi mandano da pubblicare è falso, inventato per comparire sui giornali, per farsi pubblicità gratuitamente. Se non avete voglia o tempo di controllarli scartateli a priori, meglio una sciocchezza dal Daily Mail o dal New York Post che da queste fonti.

Anzi, un suggerimento che darei a tutti è di preparare un articolo “tipo” da inserire nei vostri archivi, ovunque si trovino citati i suddetti nomi, articolo che spieghi chi sono e perché avete pubblicato la loro fuffa. E se proprio avete bisogno di riempire spazi perché alla fine quel che conta è la pubblicità, beh, potreste dare spazio alla cultura, ai viaggi, al territorio. Date spazio alla voce dei lettori, a quella dei critici. Non copiate e incollate la fuffa, fate male al giornalismo e date suggerimenti errati ai vostri lettori.

Fonti su Agitalia e Giacinto Canzona:

FONTI SU AIDAA:

Un piccolo commento in chiusura: Lorenzo Croce non fa bene agli animalisti, alle associazioni serie. Un giornalista che rispetto mi ha detto Ah sì questa settimana abbiamo un intervento di Croce, ma non è nulla di dannoso, sono consigli per le povere bestie in estate. Fa sempre male, esistono migliaia di veterinari, di associazioni animaliste serie e riconosciute dallo Stato, università, cliniche private, perché rivolgersi a un perfetto sconosciuto che basta googlare su Internet per trovare smascherato più e più volte? Non esiste notizia innocua quando pubblicate questa roba, sono tutte un immenso disservizio al lettore.

Resta da tempo un annoso quesito, ma l‘Ordine dei giornalisti dov’è? A che serve in questi casi? Dott. Enzo Iacopino lo chiedo a lei: non esiste una sanzione quando è possibile verificare che le notizie sono false o create ad hoc?

Mi sa che anche questa volta resterà solo l’eco della domanda.

maicolengel at butac.it

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