…e adesso, di chi sarà la colpa?

Pagheranno solo i ferrovieri per il disastro pugliese?

Mio padre, capotreno in pensione, ha sempre detto che la colpa è come una brutta donna: nessuno la vuole.

Certamente dopo l’incidente pugliese ci sarà un probabile rimpallo generale di responsabilità, ma io temo invece l’effetto contrario e cioè che pur di dare in pasto alla giustizia un qualche colpevole, si facciano sentenze sommarie e opportunistiche. Più precisamente, come spesso accade, che ci si fermi alle responsabilità oggettive. Naturalmente sono solo mie supposizioni, ma avvallate da molti aspetti di contorno a questa sciagura. E soprattutto da 52 anni di vita italiana.

Il capostazione di Andria avrebbe dato il via libera a un convoglio quando invece avrebbe dovuto sapere che il suo collega di Corato aveva già fatto partire un treno. Sapeva o non sapeva? Non voglio credere che un CS mandi via volutamente un treno per farlo schiantare. Allora potrebbe essersene dimenticato? Il 22 dicembre 1985 a Coronella, poco fuori Ferrara, un macchinista collega e amico di mio padre morì in un tamponamento tra convogli causato dalla dimenticanza umana di un dirigente al movimento. Ma in presenza di una linea con sistema di blocco automatico questo non può accadere, a meno che un macchinista passi volutamente col rosso. E sulla Bari-Barletta questo sistema non c’è.

Potrebbe invece essere che il capostazione non sia stato avvisato in tempo da un collega della comunicazione ricevuta da Corato: le due stazioni distano circa 10 km e l’incidente è avvenuto più o meno a metà, segno che il treno da Andria è partito pochissimi istanti dopo quello da Corato. Cioè Corato telefona ad Andria e dice che manda via il treno, passa un minuto o forse due e Andria manda via un altro treno. Ma in questo scenario, se il capo stazione di Andria, dopo avere fatto partire il treno, avesse saputo di cosa avesse fatto Corato, avrebbe potuto avvisare e dare l’allarme. Probabilmente quindi o se ne era dimenticato oppure non è stato avvisato. Ci si può dimenticare di un treno in arrivo dopo pochissimi istanti che hai saputo? Difficile, però in questo caso la responsabilità è comunque (quantomeno anche) sua.

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Ma Andria, dopo aver fatto partire il proprio treno, ha mandato a Corato la comunicazione dell’avvenuta partenza. Perché Corato non l’ha recepita cercando di bloccare i treni tramite i telefonini? Forse perché i tempi erano stretti: 3-4, forse 5 minuti al massimo. Per questa ragione la procura ha aperto un fascicolo per strage ferroviaria e i due capi stazione sono al momento sospesi. Va aggiunto che si è parlato di un terzo treno straordinario che in quei frangenti avrebbe viaggiato tra le due stazioni. Potrebbe quindi essere questa una concausa, pensando a questo e “dimenticandosi” (o mal capendosi) riguardo al treno che seguiva. Su questo indagherà la magistratura, noi ci soffermeremo su altre analisi.

Ci sono state polemiche perché la tratta non aveva il sistema di blocco automatico. In questi giorni era in corso l’assegnazione per la gara d’appalto per il raddoppio della tratta. Domanda: si sarebbe dovuto mettere  da subito il blocco automatico oppure lo si sarebbe potuto fare assieme al raddoppio della linea? Se qualcuno avesse deliberato di farlo subito, sarebbe potuto essere accusato quantomeno di mala gestione del denaro, perché poi, col raddoppio dei binari, si sarebbe dovuto rifare tutto daccapo. Cosa facciamo? La logica risponde: si fa tutto in un’unica occasione. Eh sì, ma così non si è evitato l’incidente. Certo, ma queste considerazioni si fanno solo alla luce del disastro avvenuto. Oggi è facile e ovvio sostenere questo, poiché le prove sono inequivocabili. Ma prima? Chi si sarebbe preso la responsabilità di far spendere milioni di euro per un’opera da rifare dopo 3-4 anni?

I sistemi di sicurezza

Dice: la sicurezza, innanzitutto. Sì, è vero, ma a tutto c’è un limite. Purtroppo anche alla sicurezza. Perché altrimenti tutti viaggerebbero sempre a 20 km/h e le automobili avrebbero attorno alla propria carrozzeria la gomma degli autoscontri. Intendo cioè dire che la sicurezza assoluta non esiste. Esiste una sicurezza relativa, relativa cioè a una casistica di incidenti sufficientemente bassa in rapporto alle spese sostenute. Faccio un banale esempio: se ogni mezzo di trasporto, auto o treno che sia, fosse dotato di un computer di bordo collegato a un super computer centrale che coordini ogni dettaglio della marcia (velocità, traiettorie, segnali rispettati, ecc.) di ogni veicolo, potendo disporre del blocco immediato d’emergenza del veicolo stesso, molti incidenti si eviterebbero. Ma oggi quanto verrebbe a costare? Tra 20 o forse 40 anni i costi saranno abbastanza permissivi da poter fare tutto ciò, ma oggi evidentemente no. Purtroppo la gente continuerà a morire in incidenti di varia natura, anche perché manco se te ne stai chiuso in casa sei sicuro al 100%.

Le responsabilità?

Se a volte è facile trovare responsabilità oggettive, diventa più difficile dimostrare responsabilità morali. Se io so per certo che il mio vicino di casa sta organizzando un reato e sto zitto, sono responsabile morale. Ma la giustizia deve dimostrare che io sapevo. Se nessuno lo sa e nessuno lo dimostra io la faccio franca. Quindi ne deduco che in una catastrofe simile sia molto probabile che qualcuno abbia la coscienza sporca. Ad esempio qualcuno che potrebbe aver volutamente ostacolato il raddoppio della tratta ferroviaria, magari a scopi elettorali: se non lo avesse fatto forse i lavori si sarebbero già fatti, e con essi anche quelli per l’installazione del blocco automatico, e l’incidente non sarebbe avvenuto. Nessuno potrebbe attribuire la colpa a chi ha posto questo ostacolo, ma una responsabilità morale ci sarebbe. Ovviamente è solo un esempio campato in aria, se ne potrebbero fare molti altri.

Ora chi può davvero sancire chi sono i reali colpevoli, quelli materiali e morali? E in quale misura? Nessuno lo può fare se non il Padreterno, proprio perché l’essere umano è limitato.  Come tale qualcuno pagherà di più e qualcuno pagherà di meno, come alla cena tra amici quando si divide il conto. Ritengo che l’unica cosa da fare sia quella di credere nella giustizia e auspicare che tutto venga svolto nel migliore dei modi. Ma sarebbe bello se si riuscisse a tenere al di fuori fa tutto questo chi non ha perso tempo a cercare il proprio tornaconto in tutto questo. Proprio stamani ascoltavo un famoso personaggio politico nazionale che di fatto gettava la responsabilità di tutto sugli avversari politici. Come dire: faccio propaganda politica su 23 morti. Una vergogna con l’aggravante che il personaggio è abituato a strumentalizzazione e opportunismo.

Ecco qual è il vero, profondo, unico male. Il vero responsabile primordiale di queste stragi: la mala politica. Altroché un capostazione, che sicuramente pagherà per il suo sbaglio materiale rischiando di diventare un nuovo Schettino. Quanti politici hanno mai pagato per responsabilità morali? Cattivi amministratori che esercitano cattive gestioni che producono la mala Italia: quanti di loro sono mai stati incriminati? Se non ti pescano con le mazzette in mano, sei un onorevole onorevole.

Ma le responsabilità morali restano. Impunite, ovviamente! Come sempre!

Lola Fox

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