Bambini: mercimonio legale

In questi giorni sismici, dove i tre maggiori network all news nazionali trasmettono immagini h24 dei fatti amatriciani, un’altra piaga si annida insidiosa e silente. Una vergogna che nessuno vede, che tutti fan finta di non vedere, ma che a me puzza tremendamente di marcio: l’uso fazioso e strumentale dei bambini. Io la definisco “mercificazione minorile” anche se ovviamente non ha nulla a che vedere col sesso. Mi sto riferendo a un sistema molto insidioso perché apparentemente occulto, o meglio, abilmente camuffato da notizia. Già, da bella notizia.

Cosa c’è di meglio che mandare in diretta il recupero di una bambina di dodici anni rimasta sepolta viva sotto le macerie per dieci o quattordici ore? Di meglio economicamente parlando, intendo! La scena del pompiere impolverato che tiene in braccio la bimba ancor più impolverata tra gli applausi generali è la scena che fa strappare una lacrima non solo alla mamma dal cuoricino tenero, ma anche al peggior scaricatore di porto. L’apice per un TG. L’apoteosi mediatica. Senza poi contare quante volte quelle immagini faranno il giro del mondo, strappando inevitabile commozione tra le mamme e gli scaricatori di porto, dall’Asia alle Americhe. Quanto frutteranno quelle immagini? I ritorni economici dell’audience proiettata a questi livelli sono incalcolabili da chiunque tranne che dai vertici di Sky TG24. Il sistema è ampiamente collaudato: è sufficiente un minimo di attenzione per evidenziare che in ogni fatto di cronaca c’è quasi sempre di mezzo un bambino, anche quando non è direttamente coinvolto, e questo sisma ne è l’ennesima dimostrazione. Una grande occasione!

25 agosto 2016, ore 18.30, Sky TG24: va in onda un’intervista a una mamma, una signora biondina che racconta gli attimi della scossa, e come lei e la sua bambina nel buio della notte tra calcinacci crollati sul letto siano riuscite a salvarsi. Pochi minuti dopo, circa una decina, va in onda un’altra intervista: guarda caso anch’essa è una mamma, una signora mora, che racconta gli stessi attimi vissuti: lei e ovviamente il suo piccolo bambino.

Ma ad Amatrice ci sono solo mamme e bambini? No, e lo dice chiaramente la cronista verso le 18:45: “In questi paesi di montagna devastati dal sisma la popolazione è prevalentemente anziana”. È facile infatti  comprendere come i giovani si trasferiscano dove c’è più possibilità di lavoro. Ma allora dove sono gli anziani colpiti dal sisma? Mi sorge l’atroce sospetto che sì, ci siano, ma non vadano in onda perché non fanno audience. Forse alla gente non gliene frega nulla di sapere che un vecchietto, presumibilmente a pochi anni dalla sua morte, sia ancora vivo, o forse non è una storia strappalacrime come invece la bambina salvata dal pompiere.

Rai-News-24-Terremoto-Amatrice-Centro-Italia

Alle 19 circa va in onda un’intervista a una psicologa di Save the Children, sì, quelli noti agli italiani per i commoventi spot con cui cercano finanziamenti. Che sia chiaro: non sono contro queste organizzazioni umanitarie, così come non sono contro le notizie di salvataggi di vite umane. E soprattutto nutro grande rispetto per i soccorritori: volontari della protezione civile, forze armate, pompieri, Carabinieri ecc. Ma sono spudoratamente contro questo uso stucchevole, nauseabondo e riprovevole della finta compassione, cioè di quella a soli fini di denaro, specie se fatta tramite minori. Chissà se è stato chiesto loro cosa ne pensano di questo, ma soprattutto chissà se un domani, quando saranno adulti, saranno felici di sapere di essere stati usati come merce di profitto.

Ore 19:15, TGCOM24: va in onda una breve intervista ad un anziano: che sia la svolta? Che Mediaset provveda laddove Sky ha mancato? Sì, ma solo per pochi minuti, perché poi la linea va a un’altra donna, l’ennesima, che parla del figlio morto. A breve segue l’ennesima donna, lei è incinta e sarà uno shock per il nascituro? Poi ancora una donna che racconta di suo figlio adolescente. Alle 20 TGCOM24 diventa TG5 e parte dando voce a due anziani, ma subito si riprende andando a cercare bambini in un parco giochi, e chiedendosi, la cronista, come potranno superare lo shock post-terremoto.

Ecco che la mia mente va a mio padre, a mia madre e a tutti sei i miei zii, tutta gente nata tra il 1932 e il 1943, tutta gente che ha vissuto la guerra con età compresa tra due e tredici anni. Però mai una volta che ricordo dei loro atteggiamenti post-shock. Sì, mi hanno raccontato un milione di volte della fame e delle tessere annonarie, il freddo inverno senza riscaldamento, l’essere sfollati in campagna durante i bombardamenti, il girare scalzi per strada, ma mai segni percezioni di una benché minima alterazione psichiatrica. Al contrario un amico mi ha sempre raccontato come il padre, ex combattente in Africa, ancora negli anni ’60 e ’70 si svegliasse nella notte di soprassalto in preda ad incubi post-guerra.

Nonostante io sia a zero in materia psichiatrica, penso che uno shock sia più superabile da una mente infantile piuttosto che da una già formatasi e adattatasi al sistema. Ordunque, in tal caso, i media cosa ci vogliono veicolare se non ipocrita demagogia?

Qualche giorno fa, tutta la stampa mondiale ha parlato di Omran e tutti noi abbiamo ancora davanti agli occhi quella immagine. Già, un’immagine. L’immagine di un bambino tra le migliaia che quotidianamente muoiono nel silenzio più assoluto. Quell’immagine vorrebbe convincerci che ci sia una pubblica sofferenza infantile, ma è solo il frutto di un abile quanto opportunista fotografo che guadagnerà molto dalla vendita del suo prodotto. Mera ipocrisia che cela il solito business mascherato da pietà e che tanto mi crea mal di pancia.

I bambini fruttano, e tanto. Non solo ai vergognosi mercati pedopornografici che riempono il sottobosco del deep web, ma anche al palese mercato mediatico, sia esso televisivo che da social forum. Fra un po’ sarà Natale: quale panettone mangeremo sponsorizzato da un dolce bambino che ispirerà tanta tenerezza all’italiota nazionalpopolare, a partire dalla più tenera mamma fino a terminare coll peggior scaricatore di porto?

Lola Fox

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon! Può bastare anche il costo di un caffè!

0 Comments

Leave a reply

Contattataci

Avete un argomento di cui vorreste parlassimo? Volete farci sapere cosa ne pensate del Magazine?

Sending

2018 BUTACmag un magazine dedicato alla divulgazione della corretta informazione scientifica e non.

Disclaimer: Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge N°62 del 07/03/2001. Alcune immagini sono tratte da internet, ma se il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione. L'autore dichiara di non essere responsabile dei commenti lasciati nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze, il cui contenuto fosse ritenuto non idoneo alla pubblicazione verranno rimossi.
or

Log in with your credentials

Forgot your details?