Dove stiamo andando?

Lo so, a pochi interessa davvero cosa sta succedendo al giornalismo nel nostro paese, come ancor meno interessa capire perché le cose vadano sempre peggio.

Io nei giorni scorsi sono rimasto basito di fronte a una risposta che ho ricevuto proprio da una giornalista che stimo, in seguito ad un mio commento a un suo post. Per riassumere in poche parole, la giornalista (brava in quel che fa, e persona che per come scrive e ragiona stimo molto) si lamentava dell’ennesima boiata fatta circolare sui media da qualche personalità semi-nota.

La libertà di opinione non significa che io debba consentire a chiunque di starnazzare cazzate in televisione, soprattutto quando si parla di materie scientifiche e salute pubblica.

La frase tra le altre da lei postate mi andava benissimo, mi trovo perfettamente d’accordo. E gliel’ho detto molto chiaramente, permettendomi però di avanzare una piccola critica:

Hai tutta la mia stima, ma siamo onesti: buona parte della colpa di queste convinzioni ascientifiche è proprio delle redazioni giornalistiche e non solo di ciarlatani e politicanti. Redazioni che spesso se ne infischiano di cercare dibattiti e opinioni serie ma vogliono solo titoloni attiralettori (e ben si guardano da smentire una notizia una volta pubblicata). Sono sicuro che se ci fosse una generazioni di giornalisti fatta a tua immagine e somiglianza (a parte l’aumento esponenziale di belle donne) le cose migliorerebbero assai, purtroppo non succede e i direttori di tanti quotidiani continuano a preferire la linea sensazionalismo e ascientificità all’etica e razionalità!

Critica che purtroppo non ha ricevuto la risposta che mi sarei aspettato:

Io rispondo e faccio autocritica se ho commesso io errore, in prima persona. Di certo non mi vedrai mai sbeffeggiare chi mi paga lo stipendio.

Ecco, qui c’è quello che considero un problema serio.

Se chi è un bravo giornalista, pur di portare a casa la pagnotta, non si permette di criticare chi è un pessimo editore, come possono migliorare le cose? Sia chiaro, non è la prima volta che mi trovo di fronte a situazioni simili, ho più di un contatto che lavora per qualche testata on e offline, e quando faccio loro notare qualche boiata pubblicata dal giornale per cui lavorano la risposta è sempre la stessa “Non l’ho scritta io, che problema hai?” Ho un problema grosso: mi sento il solo a vergognarmi della pessima direzione che la stampa italiana sta prendendo ormai da tempo. Succede su testate note (dove alcuni capocronaca arrivarono a velate minacce di querela se non avessi smesso di prendere di mira i loro giornali), come succede su blog d’infimo livello ma che hanno molti più lettori di quelli di qualità. Succede ovunque.

Esistono soggetti che mi viene da definire “puri”, che provano a denunciare questo pessimo modo di fare giornalismo pur essendo persone note, due casi fra i tanti sono Dario Bressanini e Beatrice Mautino, ma si tratta sempre di singoli soggetti che sono seguiti da un pubblico dedicato, non da quello generalista. E così gli uTonti continuano a crescere e a credere a tutto quello che viene pubblicato sui giornali. Noi come Butac abbiamo provato a evidenziare un certo tipo di fuffa. Ma finché gli stessi giornalisti, quelli per cui l’informazione e la verifica dei fatti valgono ancora qualcosa, non decideranno che così non va e che è giunto davvero il momento di dire basta le cose non miglioreranno, MAI. Anzi, ogni giorno andranno peggio. Con Noemi della redazione di Butac giusto ieri parlavamo di un articolo risultato bufala, che invece che venire eliminato dalla pagina della testata nazionale su cui era stato pubblicato è stato sostituito con un altro, anch’esso bufala, così da non perdere l’indicizzazione della pagina. Io conosco chi lavora su quel giornale, ho scritto per chiedere delucidazioni, ma non ho ricevuto risposta alcuna. Nulla, il silenzio.

Io comprendo bene di essere un rompiballe, che con Butac abbiamo dato fastidio a tante realtà, ma non è colpa nostra, siete voi che avete smesso di fare bene il vostro lavoro, siete voi che continuate di giorno in giorno a fottervene dei lettori in nome del dio denaro, a fregarvene delle basi che avete imparato a scuola sulla verifica dei fatti. Siete voi che in nome di un ideale politico o monetario state affossando quello che a mio parere dovrebbe essere il mestiere più bello del mondo.

Nell’ultima settimana sono stato in contatto con una rappresentate della Carta di Roma, sapete che cos’è?

Carta di Roma è il nome con cui è noto il Protocollo deontologico concernente richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti. Il documento è stato redatto congiuntamente da FNSI (il sindacato dei giornalisti) e dal Consiglio Nazione dell’Ordine dei giornalisti tra aprile e giugno 2008 e fa parte del bagaglio di strumenti di lavoro del giornalismo italiano. La Carta si fonda sul riferimento al criterio enunciato nell’Articolo 2 della legge istitutiva dell’Ordine: il rispetto della verità sostanziale dei fatti osservati.

E sapete cosa imporrebbe la Carta?

  1. Adottare termini giuridicamente appropriati sempre al fine di restituire al lettore ed all’utente la massima aderenza alla realtà dei fatti, evitando l’uso di termini impropri;
  2. Evitare la diffusione di informazioni imprecise, sommarie o distorte riguardo a richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti. Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e FNSI richiamano l’attenzione di tutti i colleghi, e dei responsabili di redazione in particolare, sul danno che può essere arrecato da comportamenti superficiali e non corretti, che possano suscitare allarmi ingiustificati, anche attraverso improprie associazioni di notizie, alle persone oggetto di notizia e servizio; e di riflesso alla credibilità dell’intera categoria dei giornalisti;
  3. Tutelare i richiedenti asilo, i rifugiati, le vittime della tratta ed i migranti che scelgono di parlare con i giornalisti, adottando quelle accortezze in merito all’identità ed all’immagine che non consentano l’identificazione della persona, onde evitare di esporla a ritorsioni contro la stessa e i familiari, tanto da parte di autorità del paese di origine, che di entità non statali o di organizzazioni criminali. Inoltre, va tenuto presente che chi proviene da contesti socioculturali diversi, nei quali il ruolo dei mezzi di informazione è limitato e circoscritto, può non conoscere le dinamiche mediatiche e non essere quindi in grado di valutare tutte le conseguenze dell’esposizione attraverso i media;
  4. Interpellare, quando ciò sia possibile, esperti ed organizzazioni specializzate in materia, per poter fornire al pubblico l’informazione in un contesto chiaro e completo, che guardi anche alle cause dei fenomeni.

Credete che all’ordine o al sindacato importi davvero di quanto hanno firmato? Provate a segnalare loro uno dei tanti articoli xenofobi scritti senza arte né parte da sedicenti giornalisti o pubblicisti, aspettate una risposta, un segnale. Aspetterete a lungo, perché nulla si muove. NULLA. Sì, forse un responsabile della sezione sportiva è stato rimosso perché aveva osato chiamare cicciottelle delle atlete italiane (giusto che sia stato rimosso, giusto che paghi), ma la stessa testata NON HA MAI risposto quando scrissi alla direzione facendo notare che un intero articolo sull’Unione Europea era fuffa, dalla prima all’ultima riga, un articolo che era stato pubblicato in seconda pagina (intera) sull’edizione nazionale. La giornalista che l’aveva firmato continua a scrivere e nessuno si è mai sognato di fare una smentita o una qualsivoglia ammenda.

Vogliamo fare la fine del Regno Unito dove la gente vota basandosi sulla fuffa che pubblicano testate come il Daily Mail o il Mirror? Siete sicuri che sia una figata? Che avere una popolazione d’imbesuiti non in grado di fare la benché minima verifica dei fatti sia una cosa che faccia gioco al paese?

L’informazione è in mano a questa gentaglia, e voi vi continuate a fidare.

Non amo Nanni Moretti, ma c’è una sua citazione che continua a ronzarmi in testa, non era politica, anzi… si parlava di sacher torte.

Continuiamo così. Facciamoci del male.

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