Influencer?

Ogni tanto quando cito i numeri che fa Butac quotidianamente qualcuno mi dice:

eh ma allora tu sei un influencer della rete, sei famoso!

No, non lo sono, e spero onestamente di non diventarlo mai. Sia chiaro, esser capaci d’influenzare l’opinione delle persone vuol dire moltissimo, e potrebbe anche essere una buona cosa, ma io non mi sento così. Butac non è nato per dare notorietà a me e a nessuno degli autori che volontariamente hanno scelto di seguirmi. All’inizio l’anonimato era una delle cose che cercavo con più fermezza, non firmavo gli articoli ed usavo solo un nick come firma. Oggi tra radio, conferenze e apparizioni sulla carta stampata quell’anonimato l’ho perso, ma non per questo ci tengo più di tanto ad apparire. Gli influencer della rete invece, quelli veri, sono come il prezzemolo, ormai passano molto più tempo in televisione o sui giornali a parlare del niente. Ecco io a questo non sono interessato, e spero nessuno dei tanti che mi aiutano oggi.

I veri influenzatori hanno un pubblico di gente che li segue per davvero, in ogni cosa che fanno, un pubblico che non si domanda quasi mai se quanto riportato è corretto, se quanto affermato è sensato. Purtroppo non tutti gli influencer sono consci del proprio potere, e del potere della rete stessa. Ad esempio Selvaggia Lucarelli proprio ieri ha sfruttato la rete per mettere alla gogna uno dei tanti commentatori “leoni da tastiera”. Il sistema è semplice, basta prendere un commento intriso d’odio su Facebook, in questo caso un messaggio in merito al sucidio di Tiziana Cantone:

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Ti è piaciuto zoccolare e farti guardare!?!? adesso nonti resta che un foulard da cui penzolare…stai facendo il video!?!? Brava….ahahahahaha Spero che da domani tutte quelle come lei facciano la stessa fine!!! Tutte da un foulard a penzolare!!! 😉

Il messaggio è schifoso, siamo tutti concordi, Selvaggia l’ha fatto girare sulla sua bacheca, riportando per esteso nome e cognome del colpevole, attirando su di lui e sulle sue bacheche social l’ira divina. Ira che ha portato alle scuse del soggetto:

La pioggia di insulti da parte dell’opinione pubblica è una conseguenza che accetto, da cui non posso esimermi, e che sta contribuendo a delineare l’immagine del terribile mostro che, vi giuro, non sono assolutamente.Nulla resta più grave delle parole che ho messo per iscritto, parole che non è lecito nemmeno immaginare, che nessun essere umano può concepire.Nessuna assoluzione da implorare, solo vergogna e pentimento per quello che ho fatto.

Quindi abbiamo un leone da tastiera che si è pentito ( almeno così sembra), ne resta qualche milionata da convertire. Marco Valtriani su Non si sevizia un paperino (dove scrive anche la nostra Noemi) ha fatto una lucida analisi del perché quanto fatto da Selvaggia Lucarelli non è corretto.

Facciamo lo stesso con tutti i bulli? Li bulliamo a morte?

Avete idea dei commenti intrisi d’odio che blog come Butac ricevono tutti i giorni? Perlopiù messaggi privati (bulli timidi?) ma anche pubblici, eppure non ci verrebbe mai in mente di aizzare i nostri lettori contro questi. Siamo i primi a renderci conto che si tratta spesso di soggetti soli, incazzati col mondo, convinti da altri idioti che la colpa delle loro sfortune siano gli altri. Sono personaggi che magari possono far paura visti online, aggressivi, irrazionali. Poi ce li troviamo di fronte dal vivo e ci rendiamo conto che sono soggetti che avrebbero bisogno d’aiuto, non di venire a loro volta attaccati.97c2c5ab83b4779a46d06c7bb4e3254c

Sfruttare la propria notorietà per attaccare il singolo non è corretto, mai. Anche quando le atrocità dette dal singolo sono immense.

Selvaggia, ma perché invece che bullare il singolo demente non ti unisci a noi e cominciamo insieme a ripulire il web dall’odio e dalle bufale? Se già voi veri influencer della rete cominciaste ad attaccare, la lista, prima di arrivare al piccolo leone da tastiera, sarebbe lunghissima. Dalle pagine con centinaia di migliaia di like che sostengono il razzismo, l’omofobia, l’integralismo religioso, arrivando alle aziende che vendono integratori alimentari che “curano dal cancro”, dalle false vendite RayBan per beneficenza alle pagine che negano l’olocausto e l’AIDS, la lista è infinita, e posso assicurarvi, se voi influencer usaste la vostra popolarità per spingere il branco in quella direzione fareste un favore davvero a tutti, senza diventare a vostra volta piccoli leoni da tastiera.

maicolengel at butac punto it

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