Le bufale di regime

ImolaOggi e Byoblu in pochi giorni hanno deciso di sferrare un piccolo attacco mediatico ai siti antibufala. Un attacco che onestamente vale la pena discutere insieme, giusto per capire quanti di voi abbiano imparato a distinguere la rava dalla fava.

Così titolava ImolaOggi il 20 novembre 2016:

I cosiddetti siti “antibufala” non pubblicano mai nulla sulle bufale di regime

Onestamente non capisco esattamente quali siano le “bufale di regime”, e credo che anche Stefano Davidson, che firma l’articolo su ImolaOggi, non abbia le idee chiare, visto che invece che fare “fact checking” pubblica un articoletto dove evita attentamente qualsivoglia esempio. Vi riporto le sue parole per intero, perché credo vadano conservate a futura memoria:

È assolutamente surreale e sospetto che i siti cosiddetti antibufala non pubblichino mai nulla dei quotidiani nazionali che a dire il vero dovrebbero essere la loro maggior fonte.

È assolutamente surreale e sospetto che i siti cosiddetti antibufala non pubblichino mai nulla di quanto asserisce il Leopolduce, fin troppo spesso palese menzogna in contrasto con evidenza e dati reali, che a dire il vero dovrebbe a sua volta essere una delle maggiori fonti di ispirazione.

È altrettanto surreale che ci sia chi pensa che i siti antibufala non riportino invece bufale a loro volta, solo perché si autodefiniscono “anti”.

È evidente e confermato, come sono solito affermare, che i coglioni sono molti più di due.

Quindi secondo Stefano i siti antibufala non trattano mai notizie pubblicate dai quotidiani nazionali.

È davvero così?

Non mi pare, ovviamente io parlo per BUTAC, ma credo che i colleghi possano dimostrare lo stesso sui loro portali. Facciamo una veloce ricerca su BUTAC con i nomi di alcune delle testate giornalistiche italiane più lette:

  • Il Giornale –  ad oggi 66 articoli
  • La Repubblica –  ad oggi 34 articoli
  • Il Corriere della sera – ad oggi 21 articoli
  • il Fatto Quotidiano – ad oggi 13 articoli
  • Libero – ad oggi 13 articoli
  • La Stampa – ad oggi 10 articoli
  • Il Messaggero – ad oggi 10 articoli

Purtroppo non tutti gli articoli che pubblichiamo hanno i tag corretti per cui è facile che gli articoli che trattano testate nazionali siano ancora di più. Quello che sarebbe importante capire, e che i veri lettori dei siti antibufale sanno, è che i nostri articoli vengono dalle vostre segnalazioni, quindi basterebbe per Stefano Davidson e i suoi amichetti di ImolaOggi cominciare a segnalare, usando i canali corretti per trovare (se ce ne fosse bisogno) sbufalate anche di altre testate, e altri articoli. Quello che è importante invece comprendere è che loro sanno benissimo come funzionano le cose e scrivono articoletti come quello che vi ho riportato qui sopra proprio per cercare di delegittimare quanto facciamo noi senza portare alcuna prova. Sanno bene che i loro lettori hanno solo bisogno di sentirsi rassicurati; sono lettori che hanno bisogno di leggere quello che già pensano, lettori incapaci di fare la benché minima verifica dei fatti, lettori che potremmo tranquillamente classificare come analfabeti funzionali.

Ma passiamo oltre, perché dopo ImolaOggi abbiamo anche il sempre simpatico e affabile Claudio Messora, che pochi giorni fa, senza far nomi, ha pubblicato un video dove attacca a sua volta tutti i siti antibufala. Il video è lunghetto, e non ho granché voglia di dargli visibilità, l’accusa però è ben precisa: secondo Messora quasi tutti i siti antibufale italiani sono gestiti da soggetti fuoriusciti da partiti politici. Onestamente non conosco a sufficienza i miei colleghi per parlare di loro, ma vorrei che aveste tutti ben chiaro che Messora è supporter di un partito ben preciso (lo stesso – guardacaso – che supporta anche Stefano Davidson, che firmava l’articolo qui sopra); non ne fa segreto, sia chiaro, ma sentire accuse lanciate da chi da anni non fa altro che spargere fango su chiunque non la pensi come lui è quantomeno sospetto.

Dopo il video di Messora, con l’amico e collega Maurizio Perrone abbiamo cercato di avere risposte da Claudio, capire a chi stesse rivolgendo le sue accuse, e capire anche quali fossero esattamente le accuse, ma pur essendo stato taggato nel post di Maurizio il buon Claudio ad oggi si è fatto di nebbia. Cosa strana se si considera che Messora è una star del web, e che usa i social network costantemente. Che abbia paura di venire sbugiardato pubblicamente? Che abbia il timore di aver cagato fuori dal vaso? Non lo so, e onestamente poco m’importa. Non sento il bisogno di difendermi, chi legge Butac dalla sua nascita (e chi mi conosce da prima) sa bene che non ho una fede politica da difendere. Come spiego da tempo ritengo che tutti i politicanti italiani siano soggetti incapaci, sia gli ultimi arrivati sia quelli che sono lì da decenni. Non vedo la luce in fondo al tunnel perché nel nostro Paese gli interessi nascosti difesi dai politici sono troppi, l’unica via sarebbe un sano commissariamento europeo del nostro Paese. Ma è un sogno che non vedrò mai realizzarsi.

Purtroppo come i politici sono incapaci, non molto diversi sono quelli che dovrebbero mostrarvi le loro incapacità, quindi se siete lettori delle testate nazionali più note non troverete mai attacchi tout court, ma solo editoriali politici dove si attacca l’antagonista, difendendo spesso l’indifendibile, pur di portare acqua al proprio mulino.

È triste ma è lo stato delle cose.

maicolengel at butac punto it

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