Nuova carne da macello

Nuova carne da macello: via libera

Da poco meno di 24 ore è scattato il semaforo mediatico rosso sull’incidente ferroviario pugliese: ora i convogli della tv del dolore viaggiano da Nizza: quanto durerà? 24 ore: il tempo per un colpo di stato.


Mio padre, sempre lui, diceva spesso: morto un papa se ne fa un altro.

Pochi giorni or sono due treni si sono scontrati in Puglia e le testate giornalistiche all news come Sky24 e TGcom24 hanno trasmesso interminabili dirette. La mia memoria quindi non può non risalire agli albori degli anni Ottanta quando per la bomba alla stazione bolognese dell’agosto 1980 si interruppe il normale palinsesto di programmazione per un brevissimo TG straordinario di un paio di minuti che dava la notizia. TG che poi fu ripetuto a breve per gli aggiornamenti in attesa di quello standard delle 13. Lo stesso era capitato peraltro per il rapimento Moro e l’uccisione di tutta la sua scorta nel 1978.

Ma fu nel 1981 con l’incidente di Vermicino che la Rai si mobilitò con grandi mezzi per fare una improvvisa inedita diretta di 18 ore a reti unificate, inaugurando di fatto “la tv del dolore” che a quanto pare tanto piace all’audience nazionalpopolare odierna. All’epoca si trattò di una serie di circostanze politico-giornalistiche quasi fortuite e casuali  che involontariamente trasformarono un servizio esterno in un’improvvisata lunga diretta, anche notturna, seguita da 21 milioni di persone, tutte col fiato sospeso come in un film, per vedere se il bambino si sarebbe salvato. Ma non era un film. Era il primo dramma reality.

Oggi questo sistema è la consuetudine, in quanto è appurato che il dramma fa inequivocabilmente audience e le redazioni televisive lo sanno bene. A loro poco importa se i morti sono uno, dieci o cento. A loro interessa attirare il telespettatore anche utilizzando titoli urlati e a immagini poco opportune. Insomma, a loro interessa solo l’audience.

Purtroppo tutto questo risalta ancora di più quando le sciagure si ripetono a brevissima distanza: 12 luglio, si scontrano due treni in Puglia. Diretta 24h per tutto il giorno e la notte successiva. Fino al pomeriggio del 14 luglio, la notizia occupava il 90-95% dello spazio telegiornalistico. Ricordiamo che ogni redazione è ben consapevole di cosa voglia lo spettatore a casa. Il dovere di cronaca quindi è solo un’ipocrita motivazione di facciata: è il dramma che conta. Ma dalla sera successiva tutto è cambiato.

Un dramma ancora più grande è accaduto a Nizza. Un terrorista a bordo di un camion ha seminato terrore tra la folla accorsa per i festeggiamenti nazionali, uccidendo oltre 80 persone. Questa aberrante strage ha cancellato i 23 morti pugliesi dai telegiornali quasi come fossimo in un duello a eliminazione diretta: Nizza batte Puglia 84 a 23. Ergo non solo diretta all night long dalla Francia, ma anche incidente ferroviario dimenticato. Cancellato.

È comprensibile come in un mondo caratterizzato dai social forum, dove prevale la stupidità del futile condividi-e-getta, dove un post di belle parole presuntuosamente chiamato aforisma e spesso basato su vere e proprie bufale inventate all’uopo trovi fior di ottuse condivisioni, in questo mondo dell’emozione tocca e fuggi, anzi usa e getta, anche l’informazione debba rispondere a certi canoni. Canoni ovviamente usa e getta. Mi viene alla mente la politica delle case discografiche in cerca di nuovi talenti da lanciare sul mercato che facciano loro guadagnare denari. Quando poi il cantante di turno perde popolarità, lo si rimpiazza con uno nuovo che possa ri-alimentare nuovi introiti. Cantanti canta-e-getta.

TV

Ecco, l’informazione è esattamente un perverso gioco di compravendita: io TG ti compro, tu cieco utente, dandoti un’emozione temporanea, ma vendendo in realtà l’audience, ovvero la pubblicità che mi fa guadagnare: qual è stata una tra le immagini di Nizza più mostrate sui TG? Il telo bianco della bimba morta col bambolotto al fianco. E dire che ci sono altri 80 e passa morti da “mostrare” (si fa per dire) ma si è cercata ovviamente quella più drammatica, quella più strappalacrime. Quella che porterà il maggior numero di condivisioni condividi-e-getta sui social. Tanto poi, alla prossima sciagura, qualcuno si preoccuperà di produrre altre immagini strappalacrime, meglio se bambini e bambole, e il gioco continuerà ad autoalimentarsi.

Se non è metaforicamente facile rinunciare al demonio che ti tenta con belle donne e tanti denari, non è altrettanto facile rinunciare a chi compra la tua sensibilità. Rinunciare alle tradizionali catene di S. Antonio basate su Ave Maria scacciaguai oggi è facile perché è un sistema obsoleto, quasi da nonni, a cui siamo vaccinati, e quindi non funziona più; ma chi si è davvero reso conto che il condividi-e-getta è la nuova frontiera di queste catene tossiche che danno tanta dipendenza?

Alla fonte quindi non solo aforismi-bufale, non solo decessi inventati di attori e cantanti, non solo stupidissime bufale degne del più grande cerebroleso, ma anche tanta informazione, troppa informazione, quell’iper-informazione “gonfiata come le tette di una pornostar” che ci intossica il cervello condizionandoci l’anima senza che ce ne rendiamo conto. Si è detto del TIR a Nizza ma non era un TIR, cioè un camion pesante per trasporti internazionali: è un medio camion a due assi, poco più che un camioncino. Si è detto che fosse un autoarticolato (TGcom24 delle ore 18 del 15 luglio) ma è una bugia. È un camion senza rimorchio. Si è detto che andasse a 80 km/h solo perché un testimone ancora sotto shock ha sparato questa cifra per indicare che comunque non andasse a passo d’uomo ma secondo altre testimonianze il camion sarebbe andato più piano. Si è persino detto (e si continua ostinatamente a dire) che il camion abbia percorso ben due chilometri nella sua corsa killer, ma in una testimonianza in diretta a SkyTG24 dal ristoratore/chef italiano Thomas Russo, che da anni vive a Nizza ed ha il proprio locale nei pressi del luogo della tragedia, egli ha dichiarato chiaramente e perentoriamente che non si tratta più di 300-400, al massimo 500 metri, specificando esattamente dove la corsa del camion è cominciata e finita. Vogliamo dunque credere a chi a Nizza ci vive da tanto tempo oppure ai media che, non soddisfatti della tragedia, desiderano amplificarne i contorni? Perché nessuno ha sbagliato per difetto? Nessuno ha dichiarato che il camion andasse a 30 km/h, che fosse un camioncino come quelli del garzone del lattaio, che abbia percorso cinquanta metri nella sua opera devastante? Notate come la tv del dolore deve amplificarne i contenuti? È ovvio, o non sarebbe la tv del dolore. Mi viene il sospetto che forse solo i debunker siano gli unici ad attenersi strettamente ai fatti.

camion-attentato-Nizza

Perché siamo inevitabilmente tutti più cinici e individualisti quando invece sui social sbandieriamo solidarietà, bontà, compassione? A ogni strage ci trinceriamo dietro un segno di lutto, senza capire che questa solidarietà ostentata non serve a nulla, semplicemente perché della solidarietà ha solo il nome: una stucchevole apparenza! Ma soprattutto senza capire che così facendo alimentiamo il cinismo di cui poi siamo parte integrante, a giudicare da cosa siamo attratti.

Sui fatti di Nizza arriveranno le solite bufale, magari denunciando la Cia o qualche altro losco servizio segretissimo reo di avere sterminato la folla, qualcun’altro evidenzierà o inventerà qualche commovente messaggio del tipo “Mamma sto morendo, ma ti voglio bene” per fare clickbaiting. La destra italiana darà la colpa alla sinistra e la sinistra darà la colpa alla destra. Tutto si ripeterà semplicemente perché tutto si è già ripetuto e noi non siamo ancora cambiati. Dovremmo perciò smettere di dire e fare le stesse solite dannose cose, dimostrando invece che siamo persone che scelgono davvero la TV che nutre il cervello e non il cuore (cioè l’intestino), persone che usano consapevolmente i social forum con i loro indubbi benefici, mostrando la nostra parte migliore, non la peggiore. Pare invece che siamo tutti stupidi bambocci pronti a venderci per un minuto di pietà di fronte a ogni dramma che ci viene mostrato. In dolce attesa, ovviamente: quale sarà, ma soprattutto quando sarà il prossimo? A brevissimo! Il sistema lo reclamerà a brevissimo.

E infatti, ventiquattr’ore e si facevano già dirette sul presunto colpo di stato in Turchia.

Lola Fox

0 Comments

Leave a reply

Contattataci

Avete un argomento di cui vorreste parlassimo? Volete farci sapere cosa ne pensate del Magazine?

Sending

2017 BUTACmag un magazine dedicato alla divulgazione della corretta informazione scientifica e non.

Disclaimer: Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge N°62 del 07/03/2001. Alcune immagini sono tratte da internet, ma se il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione. L'autore dichiara di non essere responsabile dei commenti lasciati nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze, il cui contenuto fosse ritenuto non idoneo alla pubblicazione verranno rimossi.
or

Log in with your credentials

Forgot your details?