Roald Dahl sulle vaccinazioni

Quando i tassi di vaccinazione scendono sotto un certo livello percentuale si ha un aumento dei casi di infezione e questo porta di conseguenza ad un aumento delle complicanze e dei decessi. È successo negli ultimi mesi, cerchiamo di fare in modo che non succeda di nuovo.

Io non sono un genitore, ma capisco bene cosa voglia dire preoccuparsi per i proprio cari. E voglio dire a tutti coloro che si sentono persi, semplicemente: Non siete soli.

In questo momento decine tra medici, divulgatori, genitori e associazioni si stanno mobilitando per portare avanti un messaggio che rivolgo anche a voi: le vaccinazioni sono sicure, le vaccinazioni salvano vite.

Il team di Butac insieme a tante altre realtà della divulgazione scientifica italiana ha contribuito in maniera determinante alla nascita del TeamVaxItalia, che si prefigge come uno degli scopi primari quello di combattere la disinformazione portata avanti dagli antivaccinisti, sia in rete che fuori.

È di pochi giorni fa la presentazione della Carta italiana per la promozione delle vaccinazioni, che invitiamo tutti a sottoscrivere e promuovere, così che ognuno nel suo, piccolo o grande, possa contribuire a diffondere la corretta informazione.

I vaccini servono per prevenire le malattie e questo lavoro lo stanno svolgendo così bene che sembra ormai scomparso dalla memoria collettiva il punto fondamentale: le malattie possono uccidere. Da questo oblio ha preso forza una disinformazione scientifica che ha raggiunto tutti noi e i cui effetti vogliamo cercare di contrastare.

Oggi voglio quindi riportarvi la lettera di un grande scrittore, Roald Dahl, che nel 1962 perse una figlia di 7 anni a causa del morbillo. Non ho altro da aggiungere alle sue parole.

Olivia, mia figlia maggiore, si ammalò di morbillo quando aveva sette anni. Mentre la malattia faceva normalmente il suo corso, ricordo che le leggevo delle storie seduto al suo capezzale, e non mi sentivo particolarmente preoccupato. Poi, una mattina, quando sembrava ormai in via guarigione, ero seduto sul suo letto, intento a mostrarle come fabbricare piccoli animaletti con degli scovolini colorati. Quando venne il suo turno, era come se le sue dita rifiutassero di rispondere ai comandi del suo cervello; non riusciva a muoversi.

«Ti senti bene?» le chiesi.

«Ho molto sonno» rispose.

Un’ora dopo perse coscienza. Dodici ore dopo era morta.

Il morbillo si era complicato in una terribile condizione chiamata “encefalite”; i medici non poterono fare nulla per salvarla. Era il 1962; ormai sono trascorsi ventiquattro anni. Ma, ancora oggi, se un bambino malato di morbillo sviluppasse la stessa complicanza mortale che colpì Olivia, non ci sarebbe comunque nulla da fare.

Tuttavia, al contrario di allora, i genitori possono impedire che una simile tragedia accada ai propri figli. Possono insistere affinché vengano vaccinati contro il morbillo. Per Olivia non fu possibile, poiché nel 1962 non era stato ancora scoperto un vaccino affidabile. Oggi, per ogni famiglia, è disponibile un vaccino efficace e sicuro; tutto ciò che dovete fare è chiederlo al vostro medico.

Sono in pochi a credere che il morbillo possa essere una malattia pericolosa. Credetemi, lo è. È mia convinzione che i genitori che rifiutano la vaccinazione mettano a rischio le vite dei propri figli. In America, dove il vaccino contro il morbillo è obbligatorio, questo virus, così come quello del vaiolo, è stato virtualmente eradicato.

Qui, in Gran Bretagna, a causa dell’opposizione di molti genitori – talvolta per testardaggine, talvolta per ignoranza; o ancora, per paura ‒ ogni anno si verificano centinaia di migliaia di casi di morbillo. Tra i bambini colpiti, più di 10 mila manifesteranno delle complicanze. Almeno 10 mila bambini svilupperanno otiti o polmoniti. Di questi, venti moriranno.

Rifletteteci attentamente.

Ogni anno, in Gran Bretagna, 20 bambini moriranno a causa del morbillo.

E invece, quali sono i rischi della vaccinazione?

Sono quasi inesistenti. Prestate bene attenzione. In un distretto di circa 300 mila abitanti, solo un bambino ogni 250 anni svilupperà gravi effetti collaterali a causa del vaccino contro il morbillo! Ovvero, una possibilità su un milione. Questo significa che è più probabile che vostro figlio muoia soffocato da una barretta di cioccolato, piuttosto che possa ammalarsi gravemente a causa del vaccino contro il morbillo.

Allora, di cosa accidenti vi state preoccupando? È quasi un crimine permettere che vostro figlio non venga vaccinato.

L’età ideale per la vaccinazione è di 13 mesi, ma non è mai troppo tardi.

Tutti i bambini che vanno a scuola che non siano ancora stati vaccinati per il morbillo, dovrebbero chiedere ai propri genitori di rimediare il prima possibile.

Ho dedicato a mia figlia Olivia due dei miei libri. Il primo si intitola “James e la pesca gigante“; l’ho scritto quando lei era ancora viva. Il secondo è “Il GGG”, ed è dedicato alla sua memoria, dopo la sua morte a causa del morbillo. Troverete il suo nome, all’inizio di ciascuno di questi due libri.

So per certo che Olivia sarebbe felice di sapere che la sua morte ha permesso di evitare un gran numero di malati e di morti tra gli altri bambini.

Dott. PA

[Adattamento/traduzione del testo di R. Dahl a cura di Sara Visciarelli, Antonio Ferrari – Scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva, Università di Parma. Credits to Vaccinarsi.org, versione originale qui. Pic: roalddahl.com]

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