Kamen Rider Agito

Kamen Rider Agito (仮面ライダーアギト), serie televisiva giapponese mandata in onda su TV Asahi dal 2001 al 2002, è l’undicesima serie televisiva del famoso (almeno in Giappone) franchise Kamen Rider (Masked Rider), creato nel 1971 dal mangaka Shotaro Ishinomori, creatore anche di Cyborg 009 e Ryu, il ragazzo delle caverne (da citare perché in Italia l’anime ha avuto grande seguito).

Ciò che mi spinge a scrivere questo articolo è che io sono un grandissimo fan di tale franchise, e Agito è forse la mia serie preferita. Perché? Beh, ora ve la descriverò.

La trama

Sono passati due anni da quando Godai Yusuke, ovvero Kamen Rider Kuuga (protagonista della serie omonima, immediatamente antecedente ad Agito, che a sua volta però non può essere realmente considerato un seguito di Kuuga), ha eliminato i Gurongi, un gruppo di potenti mostri che si divertivano a uccidere uomini. La pace sembra essere tornata, quando compaiono dei nuovi mostri a minacciarla. Sono i Lord, chiamati “Unknown” dalla polizia per distinguerli dai Gurongi, chiamati da loro “Forme di vita non identificate”, e il loro obiettivo è uccidere chiunque porti con sé un misterioso potere chiamato Agito, che conferisce abilità sovrannaturali. Stavolta, il Kamen Rider protagonista, ovvero colui che ha il dovere di scongiurare tale minaccia, è Kamen Rider Agito/Shouichi Tsugami (interpretato da Toshiki Kashu), che, come i Rider che lo hanno preceduto, si trasforma in un’armatura con gli occhi da insetto utilizzando una cintura, va spesso in moto e fa esplodere i mostri con un calcio volante, e stavolta è proprio il potere di Agito a dargli la forza. Shouichi è un giovane che ama cucinare, fare il casalingo e coltivare ortaggi nella casa della famiglia che lo ospita, in cui un altro membro notevole è Mana Kazaya (Rina Akiyama), la ragazzina che gli sta vicino più di chiunque altro e che si scoprirà essere anche lei portatrice dei poteri di Agito; per questo motivo ci tiene a difenderla. Shouichi soffre però di amnesia, e infatti Shouichi Tsugami non è il suo vero nome: non conoscendolo, ha preso il nome da una lettera che portava con sé quando è stato ritrovato svenuto in una spiaggia. Il suo compito quindi è anche quello di riscoprire la sua identità. Shouichi però non è l’unico a dover affrontare la minaccia dei Lord: nell’avventura sono presenti anche altri Rider. Uno di questi è Kamen Rider G3, cioè Makoto Hikawa (Jun Kaname), che indossa un’armatura che utilzza il sistema G3, sviluppato da uno speciale dipartimento della polizia chiamato “Squadra Anti-forme di vita non identificate” istituito per arginare una possibile insorgenza di nuovi mostri come quelli affrontati da Kuuga. Non a caso il sistema G3 è stato progettato proprio in base ai poteri di Kuuga. Essendo però tali poteri inferiori a quelli di Agito, G3 le prende spesso di santa ragione dai Lord, per tale ragione il sistema che lui utilizza viene in seguito evoluto in G3-X. Makoto, in precedenza, ha salvato molti uomini in un naufragio della nave Akatsuki-gou, e questa vicenda sembra avere una connessione con i poteri di Agito. Quando non combatte, Makoto è un tipo un po’ maldestro, soprattutto quando Shouichi gli chiede aiuto nel lavoro, ma la nobiltà d’animo degna di un Kamen Rider non gli manca di certo. Poi c’è Kamen Rider Gills, il cui nome vero è Ryo Ashihara (Yusuke Tomoi), anche lui portatore dei poteri di Agito e in grado di trasformarsi in maniera abbastanza simile a Shouichi, ma con un’armatura di colore verde e un modo di combattere decisamente più brutale. Ryo è un esperto di nuoto, ma a causa dei poteri di Agito che interferiscono con la sua vita è costretto a lasciare il suo sport. Questi tre Rider, quando non indossano la loro maschera, sono in buoni rapporti, ma nella prima metà della serie, quando devono affrontare un mostro, ciascuno è ignaro dell’identità dell’altro e non è raro vederli combattere tra di loro per malintesi. C’è anche un quarto Rider, ma in questo articolo vale la regola del non fare spoiler eccessivi.

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L’elemento del mistero

La caratteristica di questa serie che tiene più incollati gli spettatori allo schermo è l’elemento del mistero. Agito è infatti pieno di intrighi che si svelano assai lentamente, ma inesorabilmente, ovvero sia l’identità e il passato di Shouichi, le origini del potere di Agito, il motivo per cui i Lord uccidono chiunque abbia questo potere e l’attesa che ogni Rider scopra l’identità dell’altro e che collaborino per sconfiggere i Lord. Ma c’è anche un’altra cosa che rende speciale questa serie: i messaggi che porta con sé, che non si limitano al banale “il bene vince sempre su tutto, la giustizia trionferà”. Sembra infatti che i poteri di Agito simboleggino le capacità speciali che ognuno di noi ha, mentre i Lord l’invidia della gente e la paura che a volte si ha di coltivarle. Ma con la forza di sviluppare le nostre potenzialità possiamo eliminare questi due ostacoli. In altre parole lo scopo di questa serie, come anche dell’intero franchise di Kamen Rider, è di esortare gli spettatori a non temere la vita, e di sfruttare i propri talenti al massimo per affrontarla nel miglior modo possibile. Ovviamente è anche importante essere gentili con chi non è nostro nemico, e i personaggi lo sono tanto, finché non si trasformano. A tutto questo si aggiungono i costumi dei personaggi che sono molto fighi e dei combattimenti spettacolari da vedere, nonostante il budget della serie, oltre a essere un po’ datata, non sia molto alto e quindi gli effetti speciali non siano proprio da Hollywood, ma sono usati poco e, comunque, sono abbastanza credibili. Immagino che ora abbiate capito perché amo questa serie, non è vero?

Se vi ho destato un certo interesse per questa serie, vi invito a darci un’occhiata. Anche se non è stata licenziata in Italia, se conoscete l’inglese l’opzione che avete per guardarla è di scaricare una versione fansubbata in quella lingua, non è difficile trovarla. Henshin!

Shadow Moon

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