L’ordine dei medici e la divulgazione scientifica

Cari amici, lo so che è molto più interessante leggere articoli che trattano materie specifiche e bufale, ma BUTACmag è nato anche per permettere a noi autori di Butac di dire la nostra su questioni che non sono disinformazione o fuffa, ma magari solo opinioni che sentiamo sia importante condividere.

Oggi parliamo della divulgazione scientifica messa in atto da alcune Università; non voglio criticare il sistema in generale, ma vorrei porre l’accento su un caso particolare, l’ennesimo.

AVVISO

Informiamo i lettori che il 2 luglio prossimo, alle ore 9, presso l’Aula Magna Alma Mater dell’Università di Bologna, via Belmeloro 14, si terrà un CONVEGNO dal titolo:
“Molecole biologiche nella prevenzione e terapia dei tumori”, a cura della Fondazione Di Bella e con il patrocinio dell’Ordine dei medici di Bologna”.

Questo il programma:

Ore 9,00
Saluto ai congressisti del Presidente dell’Ordine dei medici di Bologna, Dr. Giancarlo Pizza

Ore 9,30
Dr. Luciano Gualano, biologo, “Melatonina: meccanismi biochimici e molecolari”

Ore 10
Prof. Domenico Mastrangelo, specialista in Ematologia, Oncologia, Farmacologia e Oftalmologia. Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche e Neuroscienze dell’Università degli Studi di Siena: “Retinoblastoma: malattia genetica o epigenetica?”.

Ore 10,45
Prof. Paolo Scampa, docente Università di Bologna, Settore scientifico-disciplinare-Dipartimento di Int-Trad: “Radioattività e cancro”.

Ore 11,15
Prof.ssa Carla Ferreri, Prima ricercatrice del Cnr di Bologna: “Il ruolo dei lipidi nel cancro: il profilo lipidomico per una sinergia antitumorale”.

Ore 12,00
Prof. Carlo Ventura, Professore Ordinario Università di Bologna, – BIO/11 Biologia Molecolare – Dipartimento di Medicina Specialistica, Diagnostica e Sperimentale: “Comunicazione sonora ed elettromagnetica cellulare: nuovo paradigma per la riprogrammazione di cellule staminali normali e patologiche”.

Ore 13,00:
Dr. Giuseppe Di Bella: “Mediane di sopravvivenza e performance status nei carcinomi del seno. Confronti fra statistiche del MdB e del National Cancer Institute”.

Ore 13,30
Discussione, conclusione.

Alle ore 15,00 seguirà una riunione organizzativa, il cui tema è la “Creazione di un movimento di opinione per affrancare la professione medica e la ricerca scientifica dalla logica speculativa-commerciale e ricondurla al suo naturale contesto , quello etico-clinico- scientifico”.

Premetto che a quanto pare il comunicato qui sopra, presentato sulla pagina della Fondazione Di Bella, è una bufala, o meglio, racconta cose non propriamente corrette come ci ha fatto sapere UNIBO: innanzitutto non si terrà presso l’Aula Magna dell’Università, ma la sala che è stata concessa è in via Belmeloro 14, nulla a che vedere con l’aula di Santa Lucia, inoltre sembra che non ci sia un patrocinio dell’Università, ma solo la concessione dell’aula in questione, data all’Ordine dei Medici e alla Fondazione Di Bella.

Anche così però le cose non riescono a suonarmi bene. Il convegno, per i non addetti ai lavori, può sembrare una cosa seria: oltre alla Fondazione Di Bella parlano anche altri esperti, professori universitari, professionisti che dovrebbero essere competenti. Il problema è che la cosa è organizzata proprio dalla Fondazione Di Bella e non mi sembra che venga lasciato spazio al contraddittorio. Ho già visto come l’evento viene pubblicizzato sulle pagine di chi propone il metodo Di Bella come cura ai tumori, usano il nome del presidente dell’Ordine dei medici di Bologna e il marchio Unibo per certificare la bontà del metodo, per perculare chi spiega che non funziona, per convincere sempre più gente che la medicina del Servizio Sanitario Nazionale non sia la via giusta, e che ormai lo riconosca anche una università importante come quella bolognese.

Come spiegato UNIBO in realtà non riconosce nulla, non ha dato alcuna autorizzazione né patrocinio e non fa parte dell’organizzazione, ha solo concesso un’aula all’Ordine dei medici per un convegno. Ma l’Ordine dei medici che fa? Legittima il metodo Di Bella? Io non so quanto la cosa mi faccia piacere, sapete tutti bene che il metodo Di Bella non è stato mai riconosciuto dalla medicina come metodo che abbia alcun valore, eppure qui vediamo il presidente dell’Ordine dei medici di Bologna aprire un convegno organizzato proprio dalla Fondazione che propugna il metodo in questione. Lo trovate normale? Io onestamente no!

Se siete iscritti a qualsivoglia facoltà scientifica dovreste far sentire la vostra voce, far capire che anche se non si parlerà del metodo Di Bella questo tipo di iniziative legittima questa gente, dà valore aggiunto alle loro parole quando cercano nuovi pazienti da sottoporre alle loro cure, e questo non va bene.

Certo, potrebbe anche esserci un contraddittorio, non posso saperlo con un mese di anticipo, ma se ci sarà resterà riservato ai partecipanti al convegno, mentre chi ne sente parlare solo dall’esterno resterà convinto che l’Ordine dei medici supporti la fondazione Di Bella riconoscendo quindi come valida la loro terapia.

Avete presente quanti articoli girano sostenendo che il prof. Veronesi ha ammesso l’efficacia della cura Di Bella? Tutti falsi, ma fanno colpo sui disperati, e la “notizia” è nata proprio durante un evento simile in cui Veronesi parlava di melatonina. Bisognerebbe che l’Ordine dei medici, prima di organizzare un evento del genere, valutasse tutti i pro e i contro, specie quelli mediatici, ma evidentemente non c’è alcun interesse a difendere il paziente, solo gli iscritti.

So che tra di voi che ci leggono ci sono tanti dottori, tanti studenti di medicina, tanti specializzandi che sanno bene la fatica che ci vuole per spiegare l’inefficacia delle terapie alternative, e tanti amici che conoscono i danni che la disinformazione scientifica può fare, che sanno come eventi di questo genere vengano sfruttati dai fuffari per trarne tutto il guadagno possibile.

Ecco, queste poche righe sono rivolte a voi, a voi che siete rappresentati dall’Ordine dei medici, che da sempre NON riconosce il Metodo Di Bella: voi dovreste essere così carini da chiedere delucidazioni, da chiedere perché si sia deciso di legittimare questa gente con un convegno in un’aula di quella che è considerata l’Università più antica del mondo.

Giusto per darvi un’idea più chiara degli altri conferenzieri, perlomeno di quelli su cui si possono trovare informazioni tra la rete di amici medici e scienziati che gira attorno a Butac:

Domenico Mastrangelo sulla carta si presenta come sopra, ma se lo cerchiamo con attenzione scopriamo che il signore è autore del libro “Le falsità sull’AIDS: un altro inganno della nostra Scienza Moderna” edito dalla casa editrice regina della fuffa, MacroLibrarsi; quindi è sì un medico specialista, ma da anni è diventato un omeopata che non crede all’HIV e scrive (e vende, e guadagna da) libri in merito. Carlo Ventura è ricercatore, anche di una certa professionalità, ma da un po’ di tempo, dopo una sua scoperta, ritiene che tutto (o quasi) si possa curare con le onde sonore; poi abbiamo Luciano Gualano, che per anni ha affiancato proprio il professor Di Bella nelle ricerche sulla melatonina, e che guarda caso compare sul blog di una nostra vecchia amica, Gioia Locati, non un blog che suggeriamo di leggere agli appassionati di divulgazione scientifica visto il quantitativo di fuffa medica che diffonde. Infine, Paolo Scampa parlerà di “Radioattività e cancro”, ma è un ricercatore confermato presso il Dipartimento di interpretazione e traduzione nel Settore scientifico disciplinare di lingua e traduzione francese, non il dipartimento che riterrei ottimale per parlare di oncologia. Non trovate anche voi?

Anche il dottor Marco Bella, professore associato di Chimica organica presso la Sapienza di Roma ha detto la sua, l’ha fatto sul suo blog all’interno del Fatto Quotidiano, qui qualche estratto:

…appare inopportuno che un’università pubblica prestigiosa come quella di Bologna possa ospitare questo convegno. La cornice di un tale evento potrebbe preferibilmente essere piuttosto una delle tante strutture private ove normalmente sono ospitati i congressi di ufologia e altre pseudoscienze. La libertà è anche permettere a chiunque desideri essere illuso possa continuare a credere in ciò che vuole nonostanteuna mole di evidenze contrarie. L’università pubblica non può però ospitare eventi i quali si presterebbero a facili strumentalizzazioni: il convegno è patrocinato dall’Ordine dei medici di Bologna, è tenuto in un’università pubblica quindi qualcosa affermato in questa sede potrebbe indirettamente acquistare un minimo di credibilità, con il concreto pericolo che pazienti con situazioni che potrebbero essere affrontate con le terapie scientificamente validate si rivolgano alla pseudomedicina

E ancora:

Ho scritto quindi al Rettore dell’università di Bologna, Professor Francesco Ubertini per chiedere spiegazioni, che sono arrivate puntuali e tempestive. Il professor Mirko Degli Esposti, prorettore vicario dell’università di Bologna, mi ha spiegato la questione in modo chiaro e indiscutibile. Ha precisato che il convegno in questione è stato richiesto, ma non autorizzato da parte dell’università di Bologna (e infatti non è stato mai pubblicizzato da parte dell’ateneo) e che diversamente da come riportato l’aula di Via Belmeloro 14, Bologna, non è l’Aula Magna dell’università ma una delle tante strutture universitarie. Possiamo quindi con sollievo prendere atto che questo convegno non si terrà presso l’Università di Bologna.

Io, come spiego sempre, non sono un medico, non sono un ricercatore, non sono neppure un divulgatore scientifico, ma solo un modesto blogger che si pone più spesso domande di quante risposte sia in grado di trovare da solo. Di domande stavolta ne ho solo due, da rivolgere al presidente dell’Ordine dei Medici di Bologna Dott. Giancarlo Pizza:

  1. L’Ordine dei medici è conscio che organizzando un convegno con la collaborazione della fondazione Di Bella automaticamente legittima la fondazione?
  2. Non esistevano in Italia medici e ricercatori esterni alla fondazione e senza collegamenti col mondo della pseudomedicina da poter invitare ad un convegno del genere?

All’Università di Bologna invece chiederei un comunicato stampa serio, divulgabile in rete, dove si prendono pubblicamente le distanze dal convegno, specificando che l’istituzione bolognese non ha nulla a che fare con niente di tutto ciò.

Non credo sia necessario aggiungere altro.

Attendiamo sviluppi, sperando di ricevere perlomeno risposta.

maicolengel at butac punto it

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